Ribelli sparsi e dispersi

Sarà uno spazio per fare eco, rendere più note e incoraggiare quelle voci attualmente sparse e disperse, ma non per questo inesistenti, che si ribellano all'appiattimento e l'abbruttimento del dibattito politico.

Ci sono realtà ben più frizzanti nel dibattito di ciò che l'opposizione ha finora dispiegato. Ma non attirano attenzione mediatica e soffrono della mancanza delle risorse necessarie per avere risonanza, finanziarie ma non solo. Dandogli spazio qui, si intende contribuire a scuotere il dibattito e dimostrare che le alternative esistono. Tra queste...

A luglio ero in Spagna, Andalusia, dove si è tenuto il campeggio annuale dei giovani socialisti europei. Si è discusso di quasi tutto: Europa sociale, politica economica, diritti, politica estera, risposte al nazionalismo e organizzazione della comunità giovanile progressista, sempre più frammentata e divisa.

L’ultimo weekend di settembre sono stata a Francoforte per partecipare alla conferenza dei giovani socialdemocratici tedeschi sullo stato dell’Unione europea. Si preparano alle elezioni del prossimo maggio e hanno allestito una due giorni di dibattiti per formare i propri militanti e mobilitarli. La conferenza era intitolata “No Confini”. Si è parlato di politica e politiche, di alleanze alternative alle grandi coalizioni con i conservatori che possano dare forza a un programma realmente progressista. Si è parlato anche di superamento del capitalismo, modelli economici alternativi che siano sostenibili per le persone quanto per il pianeta.  

In Italia, a Bologna, si riunisce nel primo fine settimana di ottobre l’assemblea nazionale di di Non una di meno, che in tre anni è diventata una realtà femminista sempre più solida. Che dopo decenni in Italia sta ricreando uno spazio di discussione sulla condizione delle donne aggregando le varie realtà associazionistiche fino ad ora frammentate e disperse. 

Sempre in Italia, a Roma, verso la fine di ottobre si celebrerà il congresso della Federazione dei Giovani Socialisti. Comunità piccola ma vivace, la più attiva nelle piattaforme europee e ricca di dibattito culturale. L’unica giovanile storica d’Italia che ha resistito ai terremoti del sistema partitico.

Questi sono i primi cinque eventi che mi sono venuti in mente, i più vicini temporalmente, in cui si manifesta il fermento giovanile e/o femminista, a sinistra.
Perché aprire questo blog con un elenco? Per farne un promemoria. Per ricordare che un’alternativa c’è, ma è dispersa e frammentata. Che l’apatia giovanile è una leggenda e quando c’è una visione in campo i giovani arrivano e ne sostengono le proposte. Che i luoghi organizzati in cui il dibattito è molto oltre le becere guerre tra poveri alimentate dai nazionalismi e i populismi che stanno oscurando il panorama politico europeo c’è. Il problema è che non si vede e non si sente.

Un promemoria per dire che chi dice che le prossime elezioni europee saranno una sfida tra chi crede nell’Unione europea non dice tutta la verità: le prossime elezioni europee saranno una sfida tra chi ha una visione e chi non ce l’ha.

La nostra generazione è spaventata, come le altre. Ma più povera, in termini materiali e non. Nel mezzo del nulla politico, senza visioni capaci di ispirare. Più individualista e per questo ancora più difficile da organizzare. Ma non significa che non esista politicamente. Soprattutto, non significa che non possa avere voce in capitolo. Questi cinque eventi sono solo una goccia nel mare della mobilitazione giovanile nelle nostre società.

Ribellarsi all’attuale dominio culturale e politico dei nazionalisti, neoliberisti e dei populisti di destra significa lanciare una visione capace di ispirare, nel breve quanto nel lungo periodo. Significa dare all’idea del domani una forma precisa, che possa scaldare i cuori e non parli solo di legge di bilancio e, soprattutto, smetta di rincorre gli argomenti altrui. Dare un’alternativa e mobilitare i deboli.

Una visione alternativa e coraggiosa è già qui. Diamogli spazio e voce. Partecipiamo!