C'E' LANDINI

Rispondendo ad una domanda diretta su che giudizio desse del congresso della Cgil e dell'elezione di Maurizio Landini a Segretario generale del più grande sindacato italiano un esponente di primo piano della Uil è stato laconico: "Se Landini fa il Landini abbiamo un bel problema".


Non sono passate che poche ore dall'elezione dell'ex capo della Fiom ed ecco che il congresso della Cgil approva una mozione della segreteria sul Venezuela in cui si legge: "Il Congresso Cgil, visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà, democrazia e solidarietà, approva una mozione di condanna verso l'autoproclamazione di Juan Guaidò a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro".
Un testo surreale che ci riporta al lessico da guerra fredda che è stata la cifra di larga parte della sinistra italiana dal dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino.
Peggiore partenza per Landini non poteva esserci. Se codeste sono le premesse è evidente che Uil e Cisl qualche problema di rapporti con la Cgil lo avranno.
Lontani i tempi in cui il suo predecessore Giuseppe Di Vittorio fu costretto, nel 1956, da Palmiro Togliatti ad una umiliante autocritica per aver preso le parti dei rivoltosi ungheresi. Ma niente paura: non c'è più Togliatti ma c'è Landini.
(E.P.)