"Abbiamo corretto la proposta di legge: è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza solo ai cittadini italiani".
Così parlò il vicepremier Luigi Di Maio rendendo felice il suo sodale Matteo Salvini.
Il Duo disgrazia ha dunque scelto definitivamente di imboccare sottobraccio la strada della discriminazione, della non inclusione e dell' ulteriore emarginazione di profughi e migranti.
Sarà un caso ma uno studio dell'Inps ci dice che i poveri in Italia sono gli extracomunitari che hanno funzionato in questi anni da veri e propri ammortizzatori sociali, assorbendo quasi tutta la crescita della povertà che ha invece colpito molto meno la componente italiana della popolazione.
È questo che ci dicono i dati riferiti a coloro che lavorano. Non si tratta quindi tanto dell’indigenza di chi non ha un impiego, vive ai margini, senza un reddito, ma di chi evidentemente ne percepisce uno che non può bastare alla propria famiglia: in un certo senso è più grave, perché si rimane poveri anche se ci si alza la mattina e si va a fare un lavoro (spesso faticoso, in questi casi), anche se ci si impegna.
Ma per Salvini, ed ora anche Di Maio, ossessionati dalla necessità di mantenere e di accrescere il loro consenso elettorale, ogni mezzo è buono per punire stranieri ed extracomunitari per il solo fatto che esistono e demolire quanto di buono in tema di accoglienza e integrazione è stato fatto in questi anni.
Alle viste infatti Salvini mediante un decreto smantellerà degli SPRAR. C'è da giurarci, con il beneplacito di Di Maio.
Una furia distruttiva che ha reso l'Italia il malato d'Europa, che quotidianamente suscita l'indignazione internazionale e soprattutto, in prospettiva, renderà evidente e clamorosa un'emergenza che oggi non esiste che nelle loro teste zincate.
E.P.