Il "trionfo" postmoderno andato in diretta televisiva dall'aeroporto di Ciampino, con la sfilata davanti agli operatori e ai due ministri è stato uno spettacolo più sgradevole e ingannevole di quanto ci si potesse attendere.
Sgradevole perchè non si capisce che necessità vi fosse di mostrare Cesare Battisti scendere dall'aereo e avviarsi circondato da un nugolo di agenti sulla via della meritata reculsione e perchè ad "accoglierlo" vi fossero 2 ministri della Repubblica che hanno inscenato altrettanti comizietti a base di volgarità (indovinate chi tra i due) e banalità. Sessant'anni fa, allorchè Adolf Eichmann, responsabile della morte di 5 milioni di ebrei, fu tradotto dall'Argentina in Israele, a nessun politico venne in mente di allestire uno spettacolo per i media.
Ingannevole perchè il merito della cattura del terrorista pluriomicida è da ascrivere alla nostra intelligence che,tanto per essere chiari, non è che abbia compiuto un salto di qualità con l'avvento al Viminale di Matteo Salvini perchè da anni i nostri servizi sono considerato giustamente tra i migliori al mondo.
Non è tutto: va chiarito che la rapida estradizione dalla Bolivia di Battisti è stata possibile unicamente per l'accelerazione impressa dal presidente della Bolivia, il guevarista Evo Morales, per ragioni ispirate alla realpolitik.
Intanto Battisti è stato catturato in Bolivia dove aveva trovato riparo dopo il cambio di regime in Brasile.
Morales per compiere un atto sul quale a tutta prima molti dubitavano che facesse, ha considerato che Battisti era entrato clandestinamente nel paese andino, che la sua domanda di asilo politico era stata respinta e dunque doveva essere espulso e infine, probabilmente compiacendosene, che non sussistevano regioni per respingerlo in Brasile, offrendo al neo presidente Bolsonaro la possibilità di ascrivere a se stesso qualche merito (che non ha) per l'avvenuta cattura.
In poche ore Morales, senza colpo ferire, ha troncato ogni discussione e ha disposto che Battisti fosse consegnato all'Italia, lasciando Bolsonaro con un pugno di mosche in mano.
In tutta la vicenda da parte italiana un qualche ruolo può averlo giocato il nostro Ambasciatore a La Paz e dunque la Farnesina.
Ma al ministro degli esteri Moavero Milanesi non sarà passato neppure per la testa l'idea di fare la spalla a Ciampino alla sordida rappresentazione che ha avuto come attore protagonista Matteo Salvini, more solito nei panni del poliziotto, e comprimario il Guardasigilli (del M5s) Alfonso Bonafede.
Il titolare degli esteri, raffinato giurista di diritto europeo e internazionale, ha giustamente lasciato la ribalta ai due guitti.
(E.P.)