SHAME!

Il Mediterraneo sarà presto teatro di un' altra strage (l'ennesima) di migranti, imbarcati dai trafficanti su fragili natanti, non senza la complicità dei libici.
Succederà, non vi sono dubbi. E ne seguiranno altre che saranno scandite da un'assordante silenzio.

I morti annegati aumenteranno esponenzialmente poiché una delle navi (la prima, non sarà l'ultima)che in questi mesi ha sfidato il mondo nell'intento di salvare il maggior numero di vite umane non potrà più navigare.
La vicenda di nave Acquarius è esemplare per rappresentare l'atteggiamento che accomuna, con sfumature ed enfasi diverse, l'intero mondo occidentale nei confronti dei disperati che cercano di raggiungere le coste dell'Europa. L'indifferenza.
La notizia che nave Acquarius non potrà più navigare poiché nessuno stato al mondo è disposto a offrirgli la propria bandiera, si commenta da sola. Ed è l'ultimo tassello che vede le Ong soccombere alle vessazioni degli ultimi mesi in cui l'Italia si è distinta per attivismo.
Panama, la capofila delle bandiere cosiddette di comodo, che offre la sua bandiera per navigare a cani e porci, aveva dato la sua disponibilità poi ritirata "a seguito di pressioni diplomatiche del governo italiano" (sic!)
Non resta che sperare nella Bolivia o nella Mongolia, nazioni inserite nel registro delle bandiere di comodo.
Entrambe non hanno sbocchi al mare e avrebbero poco da perdere.
In ogni caso la vicenda dell' Acquarius suggerisce una sola parola che è giusto declinare nella lingua più parlata al mondo.
Shame!
(E.P.)