Si scrive ammuina, si legge arma di confusione di massa.
All'indomani della supposta tregua tra i componenti il Trio Monnezza è molto più che un sospetto: due dei tre componenti il Trio hanno imbastito, all'insputa del terzo, che nel frattempo veniva sfanculeggiato dai partners europei a Bruxelles nella plenaria e negli incontro bilaterali, una "perculatio" (sceneggiata) ad uso dei gonzi che li sostengono e di gran parte del mondo mediatico nostrano affetto da strabismo permanente.
A Di Maio, per ragioni geopolitiche,è toccato il ruolo del Pierino che fa l'ammuina e parla di una "manina", a Salvini quello di chi si incazza, insulta (senza esagerare però) e promette sfracelli. Un canovaccio perfetto, che ha persino ispirato gli artisti del presepe di San Gregorio Armeno, interpretato tra salotti televisivi e social network, pensato allo scopo di distrarre osservatori e opinione pubblica dalla drammatica situazione in cui hanno cacciato l'Italia.
Il Trio, che si è presentato alla conferenza stampa dopo il CdM con Giggino gongolante che non stava nella pelle per scappare a godersi il suo trionfo al Circo Massimo, il Ganassa che se la rideva beffardo sotto i baffi e Carneade che snocciolava spiegazioni che non convincerebbero neppure l'usciere di Palazzo Chigi, ha centrato l'obiettivo.
Non parlare della lettera di richiamo della Commissione europea sulla legge di stabilità presentata.
Al punto che, riferiscono alcune fonti, al timido tentativo del Ministro Tria di introdurre l'argomento in CdM Giggino lo avrebbe zittito in modo sgarbato.
In altre parole il prof.Tria che non ha preso parte alla conferenza stampa, non ha dismesso i panni del Don Abbondio piegando la testa al diktat del Trio. Gli va dato atto che ha lasciato il ruolo di Azzaccagarbugli al Premier che almeno,essendo avvocato, potrà recitare un ruolo di prim'attore nella causa (già persa peraltro) dell'imminente confronto con l'Europa.
La manovra resta così com'è e per dirla con il forbito lessico del Ganassa: chissenefrega della Commissione europea.
Di fatto il Ministro dell'Economia, in teoria un superministro, in realtà nel governo gialloverde ridotto al ruolo di passacarte, ha silenziosamente,definitivamente e ignomignosamente abdicato dal suo ruolo e addirittura dovrà, prima di inviarlo a Bruxelles, mostrare al Trio il testo della lettera di risposta alla Commissione, per ottenere il nulla osta.
In condizioni diverse se non opposte ma egualmente drammatiche un certo signor Varoufakis, Ministro dell'Economia greco, entrato in rotta di collisione con i propositi del premier Tsipras, non esitò un istante a dimettersi.
Il prof.Tria farebbe un buona cosa imitandolo.
(E.P.)