A Genova oggi e per alcuni giorni a venire, agli sfollati delle case della zona rossa, sottostante a ciò che resta del Ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto, sarà consentito per 120' di rientrare nelle loro case e recuperare gli oggetti domestici che dovettero abbandonare in gran furia dopo il devastante crollo del ponte.
"Siamo pronti. Ciascuno di noi aspetta questo momento da tempo. Mia moglie ha passato intere notti a fare schemi di cosa prendere e dove trovarlo".
"Non so se perderò minuti preziosi per accarezzare i muri, quelli non li potrò portare con me, eppure hanno visto tutta la mia vita. Dopo 65 giorni l'impatto sarà forte, dovrò controllare il respiro, dovrò dire al mio cuore di rallentare i battiti, che le mie mani non tremino nel raccogliere quel po' di vita che mi porterò via".
Sono solo due dei tanti post scritti dagli sfollati della val Polcevera sui social e offrono la dimensione del dramma che questa gente ha vissuto e sta vivendo con grande dignità.
Due ore, forse ripetibili....
La città, intanto, divisa in due è entrata in una spirale di crisi a dir poco preoccupante. Basti un solo esempio. Antonio Benvenuti il Console di Compagnia Unica, che riunisce i camalli del porto di Genova, ha stimato che in questi primi due mesi c'è stato un calo di giornate lavorate attorno al 10%. In circa un anno, secondo lo stesso Console, saranno 23 mila giornate in meno.
Codesto è solo uno dei tanti aspetti della grave situazione in cui versa La Superba.
Nel frattempo, in ragione della schizoide conduzione da parte del governo e in particolare di un Ministro delle infrastrutture che ha ampiamemte dimostrato la sua inadeguatezza per l'ufficio che ricopre unita ad una particolare attitudine alle gaffes, non è chiaro nè quando, nè da chi, ciò che resta del ponte sarà demolito nè quando e da chi sarà riscostruito.
L'unica cosa chiara è che sin dal 15 agosto scorso il Governo si è preoccupato, e seguita a farlo, di colpevolizzare il gestore Autostrade per l'Italia, indicando la società, senza che vi sia stato il benchè minimo pronunciamento dell'autorità giudiziaria in tal senso e non si sa bene sulla base di quali riscontri, come unico responsabile del disastro.
Anche ammesso che vi sia stata trascuratezza da parte del personale tecnico di Autostrade nel monitoraggio delle condizioni del ponte, oggi più di ieri appare del tutto incongrua e spropositata l'ostinata pretesa di escludere la società dall' affidamento della demolizione e della ricostruzione del ponte.
In queste settimane sul tema ne abbiamo sentite dal ministro Toninelli (soprannominato dai suoi tanti disistimatori Tontinelli) di ogni. Alcune proposizioni surreali altre decisamente ispirate da qualche buontempone frequentante il suo gabinetto, che per carità di patria è bene non riesumare.
Va dato atto ad Autostrade, pur in attesa dei risultati di perizie e pronunciamenti della Magistratura su eventuali e oggettive responsabilità da attribuire per il crollo del ponte (che, va ricordato, ha provocato 43 morti), di avere onorato gli impegni assunti all'indomani della tragedia, nonostante la gogna a cui i vertici della società sono stati sottoposti.
Lunedì scorso Autostrade ha presentato al Commissario per la ricostruzione, il sindaco di Genova Bucci, UN PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DELPONTE ispirato dal punto di vista estetico al disegno donato dall'arch. Renzo Piano.
Aspi ha garantito la realizzazione del proprio progetto di demolizione e di ricostruzione del Ponte in 9 mesi, assumendo impegni contrattuali che prevedono, qualora ci fossero ritardi, il pagamento di penali ben superiori a quelle previste dalla legge.
E' presumibile che l'ineffabile Ministro, poichè è dubbio sia in grado di valutare serenamente l'offerta, si metterà di traverso insistendo con la proposta di affidare i lavori a Fincantieri
Già. Una riflessione sul fatto che Fincantieri costruisce navi e non ha i requisiti per costruire ponti, sig. Ministro, no eh?
Eppure non è difficile capirlo.
Dato che l' unico nesso che può esserci tra un ponte Fincantieri sta nel fatto che le navi passano, per l'appunto, sotto i ponti. Sempre che sotto i ponti ci siano mare o fiumi navigabili. Non pare essere il caso del torrente Polcevera.
(E.P.)