Iran. Migliaia in piazza contro gli Usa

Studentesse con il chador (velo) e anziani in abiti religiosi, un bambino in piedi sulla bandiera a stelle e strisce e uno slogan onnipresente, esibito su striscioni e cartelli: ‘Down With The Usa’ (Abbasso gli Stati Uniti), Trump ridicolizzato e contorto tra i bracci di una svastica nazista.

Sono alcune delle immagini più rilanciate dalla stampa iraniana per raccontare le manifestazioni con cui in diverse città migliaia di persone hanno protestato alla vigilia dell’entrata in vigore ieri della nuova tranche di sanzioni.
La rinnovata ostilità nei confronti degli Usa ha compattato anche le diverse anime del regime degli Ayatollah: dalla Guida Suprema Ali Khamenei, al presidente Hassan Rohani (foto), fino al generale Mohammed Ali Jafari, capo dei Guardiani della Rivoluzione, e allo speaker del parlamento Ali Larijani.
La giornata del 4 novembre rappresenta l’anniversario dell’occupazione dell’ambasciata statunitense a Teheran da parte degli studenti khomeinisti nel 1979, l’anno della rivoluzione che rovesciò lo scià Reza Pahlavi, sostenuto da Washington. Da 39 anni, la ricorrenza è celebrata come Giornata nazionale degli studenti e della Lotta contro l’arroganza globale, ma quest’anno le proteste sono coincise con l’ondata di indignazione suscitata dalle nuove sanzioni.
Queste ultime colpiscono le esportazioni di petrolio e potrebbero danneggiare il Paese ben più di quelle varate ad agosto e volte a colpire l’acquisto di dollari americani da parte di Teheran e a danneggiare il commercio nei settori delle automobili e dei tappeti. Secondo la Banca Mondiale, le esportazioni di petrolio assicurano il 40% delle entrate dello Stato iraniano e sarebbero già diminuite da 2,5 milioni di barili al giorno ad aprile a 1,6 a settembre.
(Dire)