A conclusione del singolare iter parlamentare sulla legge di bilancio le opposizioni finamnete muovono all'attacco della maggioranza con un'offensiva che sembra avere i tratti unitari e il sostegno delle organizzazioni sindacali.
È stato depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale, il ricorso del capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci e di altri 36 senatori con il quale viene sollevato conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato con riferimento all’iter di approvazione del Disegno di legge di bilancio per il 2019.
Il presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi ha disposto, con decreto, che l’ammissibilità del conflitto sia trattata nella camera di consiglio del 9 gennaio 2019 e ha nominato come relatrice della causa la vicepresidente della Corte, professoressa Marta Cartabia.
"Il 3 gennaio +Europa si riunisce per l’esame di varie iniziative da mettere in campo per reagire e non subire solo passivamente. Dobbiamo capire se esiste un progetto politico complesso e a medio termine per reagire a questa deriva”. Così la senatrice Emma Bonino nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulla manovra da parte.
“Non c’è solo il ricorso alla Consulta, va bene anche un incontro con Mattarella ma non ci si può fermare lì, bisogna mettere in piedi delle iniziative per rafforzare la resistenza e il contrasto a una deriva che si aggrava ogni giorno, a mia esperienza senza precedenti”.
Per il segretario nazionale del Psi, sen. Riccardo Nencini:"Vi sono buone ragioni per ritenere che questa condotta sconsiderata non sia frutto del caso e nemmeno della strettezza dei tempi quanto di una visione con forti tratti antiparlamentari che si manifesta sia nella Lega che nel Movimento 5 Stelle. La mia opinione è che ci si debba coordinare con la dovuta rapidità per difendere il Parlamento e spiegare ai cittadini il rischio che l’Italia corre”.