La manovra e’ cambiata, vanno rifatte le audizioni. Inizia con uno scontro tra maggioranza e opposizioni l’ultimo tratto del cammino della legge di bilancio, quello che da qui al 31 dicembre deve approdare a un voto positivo, pena l’apertura dell’esercizio provvisorio.
Il Pd ha chiesto di audire sulla manovra in commissione Bilancio il ministro Giovanni Tria; l’Ufficio parlamentare di Bilancio; il dg del Mef, Alessandro Rivera e il direttore dell’Agenzia del demanio.
Anche Forza Italia vuole nuove audizioni. Renato Brunetta spiega la richiesta di audizione di Rivera in questi termini: “Vogliamo sapere se è vero che l’Europa ha bocciato le norme sul Salvabanche contenute in manovra minacciando la procedura di infrazione”.
Il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi ha convocato una riunione con i capigruppo della Bilancio nel suo ufficio alla Camera. Per il governo partecipa la sottosegretaria al Mef, Laura Castelli. I tempi per l’approvazione definitiva della manovra sono strettissimi, governo e maggioranza contano sul via libera sabato sera.
Il ministro dell’Economia Giovanni Tria non sièpresentato in commissione Bilancio.
Le opposizioni avevano chiesto la sua audizione sulla manovra ma il ministro ha fatto sapere di non essere disponibile.
“È cominciata oggi la raccolta di firme del gruppo parlamentare del Pd del Senato per il ricorso alla Corte Costituzionale, per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. Secondo il nostro giudizio, il governo Conte ha palesemente violato la Carta con le modalità usate per approvare la legge di bilancio. Modalità che peraltro si stanno ripetendo anche alla Camera”. Lo rende noto il capogruppo dem a Palazzo Madama Andrea Marcucci.
“Il collegio difensivo al quale ci siamo rivolti- dice Marcucci- è composto dai professori Caravita, Cecchetti, De Vergottini, Falcon, Lucarelli, Onida e Randazzo. Il ricorso sarà depositato il 28 dicembre”.
“Emergono di ora in ora enormi errori di copertura della manovra, le opposizioni hanno chiesto al presidente della Camera di rivedere i tempi di approvazione e stiamo chiedendo anche un colloquio al Capo dello Stato”. Lo annuncia Renato Brunetta, deputato Fi, a margine dei lavori sulla manovra a Montecitorio.
Ma secondo fonti del Pd “Al momento non c’è alcuna richiesta di colloquio con il Capo dello Stato sulla manovra anche se la situazione è grave. Stiamo valutando in base all’andamento dei lavori”.