Migranti.I fantasmi di Milano. L'allarme della Cisl

Per altre centinaia di persone, solo a Milano, è iniziato il conto alla rovescia, dopo la stretta del Decreto sicurezza sull’accoglienza e sui permessi di soggiorno per motivi umanitari con l’obiettivo di incrementare le espulsioni e incentivare i rimpatri assistiti: una situazione che «rischia di esplodere» nelle prossime settimane, è l’allarme lanciato ieri dalla Cisl. «Usciranno dai centri e torneranno sulle strade in condizioni disumane», spiega Gilberto Mangone, segretario generale aggiunto della Cisl Milano Metropoli. «Dobbiamo contrastare questa regressione culturale - prosegue - anche attraverso scioperi o iniziative di disobbedienza civile».
Secondo le stime del Comune di Milano sono circa 900 i migranti che resteranno fuori dai centri di accoglienza della città nei prossimi mesi, che non avranno più la possibilità di ottenere la protezione umanitaria e non potranno più essere accolti all’interno del sistema di protezione per richiedenti asilo gestito dai Comuni, lo Sprar. Persone che - è l’allarme di sindacati e associazioni - finiranno per vivere di espedienti, lavoro nero o microcriminalità. «Da noi ci sono già una decina di persone che nell’immediato potrebbero perdere il diritto all’accoglienza», spiega Silvia Bartellini, presidente della coop Passepartout che gestisce il progetto Casa Chiaravalle in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. «Seguiamo donne che hanno subito violenze - prosegue - bambini in condizioni critiche. Ogni migrante in un Centro di permanenza per i rimpatri costerà allo Stato 32.60 euro al giorno, molto di più rispetto ai 19 euro al giorno spesi per l’accoglienza diffusa». (Il Giorno)