Anci. Il decreto Salvini mette in difficoltà chi ha fatto bene nell'accoglienza

Sono innumerevoli ormai le organizzazioni religiose e laiche che chiedono al governo di fermarsi e di correggersi.
I delegati all'immigrazione dell'Associazione Comuni italiani (Anci) hanno ricordato i risultati del circuito Sprar che le nuove norme e circolari vorrebbero spegnere. Il 70% degli immigrati usciti dallo Sprar nel 2017 (oltre 9mila) ha terminato il percorso di accoglienza avendo acquisito gli strumenti per una propria autonomia: 25.480 hanno frequentato almeno un corso di lingua, 15.976 un corso di formazione professionale e svolto un tirocinio formativo, 4.265 hanno trovato un’occupazione lavorativa. Mentre tutti i minori ospiti nei centri dello Sprar hanno frequentato la scuola. Secondo il sindaco di Prato Matteo Biffoni, delegato Anci per l’immigrazione, questa rete dei Comuni “è di gran lunga l’esperienza migliore che l’Italia abbia prodotto, in termini di allenaze con il Terzo settore, servizi, capacità di integrare e sostenibilità per i residenti”.

Ne sono convinti Caritas ambrosiana e Fondazione Progetto Arca che oggi hanno alzato la voce. Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana non le manda a dire e a “Repubblica” dichiara: “Non faremo servizi di portineria e di ristorazione. Non siamo né poliziotti né custodi. Crediamo che i migranti debbano avere opportunità per inserirsi in maniera pacifica, costruttiva e responsabile. Noi abbiamo lavorato e non lavoriamo per questo, altro non faremo. Quando ci saranno i nuovi bandi delle Prefetture se le condizioni sono quelle annunciate valuteremo se chiudere e rinunciare. Non ci interessa”.

Una posizione condivisa anche da Fondazione Progetto Arca che solo a Milano gestisce strutture per 500 richiedenti asilo e che negli anni caldo ha prestato soccorso a centinaia di transitanti, il presidente Alberto Sinigaglia dice: “Se vogliono gestori di B&B per stranieri hanno sbagliato indirizzo. Il nuovo capitolato prevede 19 euro per accoglienza diffusa e 25 euro ed oltre per i grandi Centri, è ovvio che al di là dei proclami si voglia favorire chi vuole fare business invece di chi mira ad un'accoglienza capace di integrare e davvero accogliere. Già abbiamo chiuso strutture come quella di via Sammartini, perchè come è noto gli arrivi sono drasticamente calati, chiuderemo anche il resto. Lo Stato e il ministero dell'Interno faccia lui, metta i migrati nei residence a far niente dalla mattina alla sera, se crede. Non ci tiri in mezzo”.