IANNUTTI L'ANTISEMITA

Considerato il profilo del personaggio non è stato uno scherzo di carnevale di cattivo gusto e probabilmente è un caso fortuito ma il senatore pentastellato Elio Iannutti (nella foto con Luigi Di Maio) ha scelto il giorno ideale per proporre il suo indecente coming out antisemita.

Il 20 gennaio del 1940,si svolse in una villa sul lago di Wannsee nei pressi di Berlino, presieduta da Reynard Heidrich, una conferenza passata alla storia poichè aveva per oggetto la soluzione finale del problema ebraico.
In quella sede infatti venne pianificata la Shoa con il suo carico di sofferenze e di morte per gli ebrei d'Europa.
Uno dei pilastri dell'ossessione antisemita dei nazisti, che fu fonte d'ispirazione per Adolf Hiler nella stesura del suo Mein kampf su proprio il libello "I Protocolli dei savi di Sion" che codesto senatore ha evocato in un tweet per additare gli ebrei come i responsabili della crisi delle banche.
Anche un mediocre studente all'ultimo anno delle superiori dovrebbe sapere che il libello in questione era un falso clamoroso confezionato dall'Ochrana, la polizia segreta zarista all'inizio delsecolo scorso,allo scopo di giustificare le persecuzioni e i pogrom contro gli ebrei dell'Europa centrale compiuti in epoca zarista.
Il danno che recò codesta pubblicazione fu enorme. Non solo Hitler ma amche Stalin, fervente antisemita, lo utilizzò per colpire gli ebrei sovietici a cominciare da Zinovev e Trotsky.
Oggi, a pochi giorni dalla celebrazione del giorno della memoria, tocca occuparsi di codesto galatuomo che, giova ricordarlo a coloro che sono distratti,politicamente nacque come parlamentare dell'Italia dei valori di Antonio Di Pietro, un vero talent scout nel promuovere soggetti borderline. Tuttavia,fin quando si trattava di Razzi o Scilipoti si poteva anche sorridere ma questo Iannutti ha veramente oltrepassato ogni limite.
Costui, neanche a dirlo, attualmente è senatore del M5s e già in passato si era segnalato per posizioni ipergiustizialiste. Non a caso piacque a di Pietro.
Luigi Di Maio con una nota "come vicepresidente del Consiglio e come capo politico del M5S" ha affermato di prendere le distanze da simili farneticazioni.
Non basta.Non siamo neppure al "minimo sindacale". Di Maio, così sollecito a cacciare i parlamentari che gli disobbediscono non ha annunciato ciò che per il capo di un partito che dice di non essere razzista e antismita, era doveroso: la cacciata sic et simpliciter dal gruppo parlametare di un personaggio indegno di sedere negli scranni di un aula del Senato di una Repubblica che affonda le sue radici nell'antifascismo e nelle sue gravi degenerazioni.
Anche se a Di Maio venisse in mente oggi o domani di procedere sarà troppo tardi. Ma non lo farà. Perdere un altro senatore indebolirebbe ulteriormente la risicata maggioranza che sostiene il governo mettendone a rischio la sopravvivenza.
Iannutti, da ex bancario, sa fare i conti e certamente dormirà sonni tranquilli.
Cosa che non devono fare coloro che tentano di mettere un freno alla deriva neofascista e razzista verso cui i gialloverdi stanno trascinando l'Italia.
(E.P.)