Serbia: un mese di proteste antigovernative

Continua la protesta popolare a Belgrado contro il governo del Partito progressista del presidente della repubblica Alexandar Vučić (foto).

Anche sabato 29 dcembre oltre quindicimila persone sono scese per le strade e le piazze della capitale della Serbia per gridare la propria rabbia contro il capo dello Stato responsabile, secondo i manifestanti, di aver posto sotto controllo i media del Paese limitando di fatto la libertà di opinione. Il popolo della protesta era munito di striscioni, fischietti e di corni da caccia che sono stati anche il simbolo della protesta contro il primo presidente del Paese Slobodan Milošević morto all’Aja dove era rinchiuso perché accusato di crimini di guerra e contro l’umanità.
La manifestazione è stata organizzata dall’opposizione a Vučić e da gruppi della cosiddetta società civile e accusa il presidente di essere a capo di una vera e propria autocrazia che controlla completamente i media. Quella di sabato è stata la seconda protesta pubblica in una sola settimana dopo che la primavera scorsa migliaia di giovani avevano manifestato per settimane contro la vittoria elettorale di Vučić. Le manifestazioni di piazza della scorsa settimana sono state innescate dal pestaggio avvenuto il 23 novembre scorso di uno dei fondatori dell’Unione per la Serbia, formazione di opposizione. Gli autori dell’agguato sono stati catturati  ma i membri dei partiti che si oppongono a Vučić sostengono che in esso sono implicati membri del Partito progressista che regge il governo della Serbia, che però respinge qualsiasi accusa.
Sulla situazione in Serbia, tuttavia, si è fatto sentire negli ultimi giorni anche il Parlamento europeo il quale in un comunicato ha invitato le autorità serbe a migliorare la situazione relativa alla libertà di espressione e dei media.