Non solo Orbàn. Croazia. Emergenza profughi e fantasmi del passato)

Ci si occupa della vicina Croazia, indipendente dal 1991, solo se si parla di calcio, basket e pallanuoto, sport in cui i croati eccellono. oli italiani, prfani della nazionale di calcio hanno trascorso l'estate a giradare, molti a fare il tifo (vero Salvini?) per i Vatreni (così sono chiamati i giocatori della nazionale a scacchi) poi in attesa di sapere se Luka Modric si sarebbe trasferito dalla spagna all'Italia.
Eppure da quella nazione a noi così vicina, membro dell'Ue dal 2013, giugono inquietanti echi che richiamano ad un passato non lontanissimo e non possono non suscitare fondate preoccupazioni.

L'HDZ (Comunità democratica croata) partito di destra che esprime la Presidente della repubblica e il Primo ministro, ha imboccato con sempre maggiore decisione la strada del nazionalismo sovranista che in Croazia ha i tratti sinistri che rimandano ai drammatici eventi che dal 1941 al 1945 videro protagonisti di efferatezze gli Ustascia, lamilizia nazifascista che si macchiò di orrendi crimini contro i serbi e gli ebrei.

Si va dal negazionismo sfacciato, alla riresumazione di simboli dell'era Ustascia, alla protezione di personaggi indiziati di crimini perpetrati nella guerra civile che insanguinò la ex jugoslavia nell'ultimo decennio del secolo scorso.
In uno scenario in cui la crisi economica morde, alla fine dello scorso agosto ben 4000 addetti dei cantieri navali di Pola e Rijeka sono scesi in sciopero a causa delle ingenti perdite generate negli ultimi due anni, stimate a circa 300 milioni di € che mettono seriamente a rischio i posti di lavoro nella non remota prospettiva della bancrotta.
Non va meglio nel resto del Paese. L'entusiasmo derivante dal successo della Naionale di calcio ai modiali di Russia, attizzato dall'establishment politico nel maldestro tentativo di mettere sotto il tappeto la grave congiuntura, si è già spento ed ora tutti i nodi irrisolti stanno vennedo al pettine, alimentando,come spesso avviene, un clima di rancore revanscista e xenofobo.
Il principale e più grave problema a cui fare fronte, che una volta di più chiama in causa laresponsabilità dell'Europa, è costituito dalla pressione delle decine di migliaia di migranti della cosiddetta Rotta balcanica,pakistani iraniani, afghani e indiani impossibilitati a percorrere la direttrice ungherese a causa del muro eretto dal governo magiaro.
Ora sono ammassati in condizioni disumane in campi di fortuna nelle confinanti città di Bihac e Velika Kladuša in Bosnia Erzegovina, impossibilitati a proseguira il viaggio (The Game) causa del ripetrsi quotidiano di respingimenti coatti e pestaggi da parte della polizia croata nei confronti di chi provi ad attraversare il confine per dirigersi verso il cuore dell’Europa.
Testimoni e operatori di Medici senza frontiere riferiscono come i poliziotti croati pestino e manganellino i migranti, si tratti anche di anziani,donne e bambini, distruggano i loro apparecchi mobili, depredino deipochi beni i migranti,compreso il denaro che portano con loro durante il viaggio e poi li ricacciano in Bosnia. I altre parole un assaggio del ripristinato "metodo ustascia"
L'inverno è alle porte e la situazione, a causa delle violenze subite, delle condizioni igienico sanitarie i cui versano i migranti nei due campi, rischia di traformarsi in una ennesima catastrofe umanitaria nel cuore dell'Europa, unitamente al rischio che si spezzino i fragili equilibri raggiunti nella ex Jugoslavia, dove il fuoco seguita ad ardere sotto la cenere, e che l'idra del nazionalismo più feroce rialzi la testa.