AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER SALVINI: RISCHIO CORTO CIRCUITO NELLA MAGGIORANZA GIALLOVERDE

Un'ora di vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio non sembra aver risolto il doppio fronte che il governo giallo-verde è chiamato ad affrontare in queste ore: quello, più in chiave europea, della Sea Watch e quello, di politica strettamente interna, del voto in Giunta delle Immunità al Senato sul ministro dell'Interno per il caso Diciotti.

La situazione, spiega una fonte della maggioranza a tarda notte, è "complessa" e a testimonianza di ciò c'e' il fatto che, al termine del vertice iniziato alle 00:30 a Palazzo Chigi non venga diramata alcuna nota, sebbene Conte abbia anticipato il rientro da Cipro proprio per incontrare i suoi due vice.
Il fronte, più spinoso, del voto sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. la svolta del leader leghista, che ieri attraverso una lettera al Corsera ha di fatto chiesto di respingere la richiesta dei magistrati, ha mandato nel caos il M5s, innescando l'irritazione di Di Maio. Un'irritazione che, neppure una presunta telefonata - riferita da alcuni fonti parlamentari - nel pomeriggio tra il leader del M5S e Salvini sembra aver placato.
La maggioranza del Movimento sposa la linea esplicata da Alessandro Di Battista: votare sì all'autorizzazione. Ma le perplessità restano, tanto che, la riunione serale tra Di Maio e i senatori M5S della Giunta si è conclusa senza certificare alcuna linea. "Dobbiamo studiare le carte", è infatti il messaggio emerso al termine della riunione pentastellata.
Sul fronte leghista, fonti vicine a Salvini spiegano che Il Governo, "non è a rischio" ma: "Se il M5s, come annunciato, manterrà fede all'idea di votare a favore dell'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini l'alleanza con la Lega potrebbe subirne le conseguenze. È questo il senso delle parole di Massimiliano Fedriga. "Dal mio punto di vista c'è da rimettere in discussione tutto", ha detto il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, fedelissimo di Salvini.
"Bisogna capire se il Parlamento condivide le politiche del Governo, non solo di Salvini. Se così non fosse, è chiaro che bisognerebbe fare una seria riflessione. Non si sta parlando di un processo a Salvini - sottolinea fedriga - perché ha messo l'auto in divieto di sosta".
Nella Giunta per le autorizzazioni a procedere Giunta stando così le cose i membri favorevoli al procedimento per Salvini sarebbero quindi trecidi: i sette M5s, i quattro del Pd, uno di LeU più il voto di Gregorio De Falco. Contrari resterebbero i quattro leghisti e i quattro forzisti con il voto anche del presidente Maurizio Gasparri, il componente del Gruppo Autonomie (Svp) e quello di Fratelli d'Italia. Si fermerebbero a dieci.
La Giunta, ha 15 giorni per deliberare. Poi la parola passerà all'Aula.