CALENDA IN CAMPO: NO A TAVOLI CON M5S. D'ALEMA E BERSANI SI GODANO LA PENSIONE

In un'intervista a Radio Capital Carlo Calenda rompe gli indugi e va all'attacco:
"D'Alema e Bersani si devono godere una meritata pensione. Bersani è stato un bravo e apprezzato ministro dell'industria, D'Alema ha rappresentato una figura importante dei progressisti negli anni '90 e 2000... ma adesso pure basta. Stiamo parlando di cose che non stanno né in cielo né in terra", continua, "D'Alema ha fatto una scelta diversa, è stato una figura della Seconda Repubblica, buona o cattiva lo deciderà la storia, ma non è possibile che stiamo fermi lì.


Così come non è possibile pensare che la riscossa del PD o dei progressisti arrivi aprendo un tavolo con questo M5S. Serve un percorso più lungo e più faticoso per riguadagnare la rappresentanza, che parte da una rielaborazione delle idee semplicistiche dei progressisti di questi anni e che proponga un grande fronte democratico alle elezioni europee portando a bordo quelle che sono energie nuove, non energie vecchie che si spacciano per nuove".
L'ex ministro dello sviluppo economico critica anche Zingaretti: "Si sta muovendo malissimo, sta dando messaggi confusi, che non si comprendono. È una persona di qualità, lo stimo", chiarisce Calenda, "ma deve dire una parola chiara sul M5S e sul rientro degli scissionisti di Leu. E pensare a tirare fuori contenuti. Fino ad oggi, non ho letto un contenuto che sia uno".
Il governatore del Lazio ha proposto proprio all'ex manager una candidatura alle Europee: "Sono disponibile purché si costruisca un fronte democratico. Se si fa un'operazione di arrocco, di ritorno indietro, io non sono interessato. E su questo lavorerò".
Fuori dal PD, intanto, il governo si accorda con Bruxelles per la riduzione del deficit previsto per la manovra: "È durata anche meno del volo dei fratelli Wright", dice Calenda, citando un video del vicepremier Di Maio, "È partita in un grande caos, con coperture inventate e crescita inventata, con dichiarazioni bulle, ed è finita con una calata di braghe che non ha precedenti nella storia italiana. E la manovra non c'è ancora, in attesa che Moscovici e Dombrovskis la correggano nei dettagli prima di presentarla in Parlamento".
Ma il problema rimane. La manovra continua a non esserci. È costruita sulla sabbia, non solo perché si rimangia tutte le promesse ma perché stiamo andando verso una situazione economica difficilissima. È inadatta alle circostanze e va cambiata anche per questo. Il tema rimane quello di capire come si riesce a uscire fuori da uno stallo dell'economia reale che ha pesantissime ripercussioni sull'occupazione. Abbiamo perso da maggio 96mila posti di lavoro, la maggior parte a tempo indeterminato"
Sul problema del lavoro dice Calenda, "Penso che deve finire, in tutto l'occidente, l'idea che si dice che qualunque lavoro va bene purché si lavori, perché questo è stato il sistema attraverso cui abbiamo esercitato sul lavoro una pressione gigantesca, facendo accettare qualunque tipo di lavoro ai giovani e non solo.".
Infine sul governo: "Escludo che durerà fino alla fine della legislatura. Perderà il controllo del paese, non riuscirà a realizzare le promesse"