Andry Rajoelina e' il nuovo presidente del Madagascar. Smettere di essere gli ultimi tra gli ultimi

E'il quarantaquattrenne ex dj Andry Rajoelina (foto) il nuovo presidente del Madagascar,un paese con 18 diverse etnie, grande due volte l’Italia ma con la metà della popolazione, concentrata quasi unicamente sulle coste e nell’altipiano della capitale.

A proclamarlo vincitore, la Commissione elettorale e l'Alto consiglio per la riconciliazione, gli organismi deputati a diffondere i dati ufficiali. Come riporta al stampa locale, l'ex presidente del governo di transizione si e' aggiudicato il 55,66 per cento dei voti, dieci punti in piu' rispetto al 44,34 per cento dell'avversario sfidato al ballottaggio, Marc Ravalomanana.
L'affluenza si e' invece attestata al 48 per cento.
Il neoeltto Rajoelina,i malgasci lo chiamano Dj o Tgv, per la velocità con cui ha bruciato le tappe verso il potere ha dichiarato: "Faro' di tutto per permettere a questo Paese di svilupparsi. E' ora di salire al primo rango della classifica dei Paesi africani, e smettere di essere gli ultimi tra gli ultimi".
La Grande isola africana infatti, pur essendo ricca di risorse naturali, e' tra le nazioni piu' povere al mondo: secondo stime della Banca mondiale, il 70 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di poverta'. Dai primi anni duemila, il Paese ha attraversato due gravi crisi politiche, in cui Rajoelina ha svolto un ruolo da protagonista: tra il 2009 - quando aveva soli 34 anni - e il 2014 ha ricoperto la carica di presidente del governo di transizione, un avvicendamento giunto in maniera non democratica secondo la comunita' internazionale, che gli ha contestato il colpo di stato. In quell'occasione, l'allora presidente Marc Ravalomanana fu costretto a dimettersi.
Stavolta quindi e' il parere delle urne a conferire a Rajoelina la carica di Capo di Stato. Anche il presidente della Commissione dell'Unione africana Moussa Faki Mahamat ha riconosciuto i risultati e ha invitato la popolazione a fare altrettanto, evitando scontri e violenze.