Venerdì, 24 Aprile 2015 09:50

Turismo in Italia: turisti in crescita ma spendono meno

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In Italia gli stranieri spendono meno perché minore è la spesa media per pernottamento  e perché più breve è la durata del soggiorno

Se è vero che dal punto di vista degli arrivi e della spesa turistica siamo - nel territorio europeo - dei grandi competitori, è anche vero che, nonostante la nostra economicità dei servizi, i turisti restano poco. E quindi la sequenza logica paradossale è la seguente: bassi costi, ristretta permanenza, meno guadagno.

Di norma – ma soprattutto nell’attuale contesto economico –  i grandi guadagni come conseguenza dello “spedo poco” funzionano sempre. Ma non per l’Italia.
E’ quanto emerge dall’analisi di Confturismo-Confcommercio sul turismo internazionale e l’Italia, dove si evidenziano le difficoltà nel nostro Paese di “fare sistema”. La mancata valorizzazione di elementi attrattivi, una scarsa integrazione dei servizi sul territorio, un deficit infrastrutturale fanno sì che il nostro Paese non sia in grado di proporre ai turisti stranieri un “bouquet” di offerta più ampio e, dunque, maggiori occasioni di spesa e di permanenza.
La situazione attuale nel settore ha mostrato un trend in continua crescita che di fatti ha dimostrato come negli ultimi sei anni , il numero di arrivi stranieri sia aumentato di 8 milioni, passando da quasi 42 milioni del 2008 a poco più di 50 milioni nel 2014, anno in cui si sono registrati oltre 184 milioni di pernottamenti per una spesa totale di 34 mld di euro.
“Ma dall’analisi comparativa con i due paesi competitor più vicini all’Italia, emerge che in Spagna, dove il numero di arrivi internazionali nel 2014 (50,8 mln) è simile a quello dell’Italia, le entrate valutarie sono molto maggiori (49 mld), così come in Francia che ha visto 42 mld di entrate con un numero di arrivi (46 mln) addirittura inferiore a quello dell’Italia. Il risultato è che in Italia la spesa per arrivo è di 681 euro, in Francia di 914 euro ed in Spagna di 959 euro. In Italia gli stranieri spendono meno perché minore è la spesa media per pernottamento (un turista straniero spende 312 euro in Francia, 186 in Italia) e perchè più breve è la durata del soggiorno (la permanenza media è di 5,1 giorni in Spagna e di 3,7 giorni in Italia)”.
Tutto ciò fa sì che al turismo italiano manchino all’appello circa 14 miliardi di entrate valutarie (quasi 1 punto di Pil), che si avrebbero se il nostro paese avesse il livello di permanenza media della Spagna.

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