Giovedì, 26 Ottobre 2017 12:36

“Sud – Arte & Design” . Fare impresa passando dall’integrazione

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Integrare i migranti nel tessuto sociale che li ospita è sempre un’azione complessa che richiede una proficua cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, quando integrando si riesce a fare impresa, creando un indotto economico che coinvolge migranti e autoctoni, l’obiettivo  può essere considerato raggiunto nel migliore dei modi. 

Con il progetto “Sud – Arte & Design” si intende fare impresa  mettendo insieme capitali umani diversi, migranti e italiani,  per la realizzazione e la vendita di un prodotto che rappresenta la sintesi tra le due diversità culturali, quella africana e quella europea. La produzione è stata avviata a Villarosa dove l’associazione Don Bosco 2000 ha in gestione, dal 2016 , due beni confiscati alla mafia, nell’ambito del progetto di SPRAR  per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti.

Il progetto nasce da un’idea imprenditoriale che prevede la creazione di un nuovo “brand” di prodotti di arredo-casa denominati “Sud-Arte & Design”,  dando vita ad  una mini-filiera economica che va dalla produzione alla vendita dei prodotti su scala nazionale. Il brand è caratterizzato da un nuovo stile “afro-euopeo” che unisce  gli accesi colori e le forme tipicamente africane alle linee  minimaliste europee.

 La produzione, che prevede circa 30 articoli in ceramica, stoffa, vetro e legno di utilizzo quotidiano,  semplici da  realizzare e caratterizzati da elementi di economia solidale, insieme allo stoccaggio, per la vendita all’ingrosso e l’e-commerce, sarà localizzata nei depositi di due beni confiscati alla mafia a Villarosa. Invece, per la vendita al dettaglio,  si utilizzeranno i numerosi punti vendita situati strategicamente in zone metropolitane del sud Italia, sfruttando una vasta rete di vendita che possa promuovere il marchio, sia all’interno di superfici plurimarca e multi prodotto, sia attraverso l’affiliazione a contratti di franchising e licensing.

Il personale di produzione, costituito da 10 giovani disoccupati villarosani e 10 giovani migranti beneficiari del progetto SPRAR di Villarosa, lavorerà in una Fab Lab, una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale, dotata di una serie di strumenti computerizzati in grado di realizzare, in maniera flessibile e semi-automatica, un’ampia gamma di oggetti.

 Per la buona riuscita del progetto, è stato necessario garantire, sin dalle primissime fasi,  una proficua sinergia tra le realtà locali, al fine di valorizzare le risorse del territorio,  incrementando il valore sociale del bene, in nome di integrazione e legalità.

Il territorio ospitante è caratterizzato da un tessuto socio-economico critico per le attività della criminalità mafiosa e la crisi economica. La città ha vissuto un lento spopolamento demografico, con un calo del numero delle famiglie. Recenti dati ISTAT del 2015 riferiscono di 4937 abitanti con un indice di vecchiaia significativo, una contrazione notevole se si considera che nel  2001 i residenti erano 5680 .La condizione economica del comune non è delle più floride, il tasso di disoccupazione è altissimo, dopo  la chiusura del settore minerario, restano l’agricoltura e la pastorizia uniche fonti di sostentamento, per molti l’emigrazione diventa l’unica soluzione possibile.

 Emergono quindi bisogni ed esigenze specifiche che un progetto di tale portata può soddisfare.

Grazie ad un’attività che da un segnale forte contro ogni forma di criminalità, riconvertendo i due beni in luoghi dove svolgere un’attività legale e produttiva, si potrà ottenere un riscatto legale per l’intera comunità.

L’esigenza di riscatto economico sarà soddisfatta da un rinnovato spirito imprenditoriale per la realizzazione di un nuovo prodotto che apporti redditività al territorio e partecipazione alla creazione di un nuovo brand.

 “Il nostro progetto a Villarosa può catalizzare energie e  risorse di cui il territorio dispone, attraverso un percorso rivolto soprattutto ai giovani, futura classe dirigente che auspico impregnata di cultura della legalità, veicolando il messaggio che le mafie non sono invincibili. Ritengo responsabilità  collettiva soprattutto la necessità di agire in un orizzonte non di straordinarietà ma di quotidianità, in cui il bene confiscato non è più soltanto sottrazione di risorse alla criminalità organizzata ma occasione di sviluppo e di crescita. E' questo oggi un patrimonio culturale  che non va disperso ma rafforzato, perché volano di crescita, in termini di accoglienza, inclusione, sostegno al lavoro, sviluppo e legalità” afferma la dottoressa Roberta La Cara project designer dell’Associazione Don Bosco 2000.

L’esigenza di riscatto sociale dei giovani del territorio e dei migranti troverà un’adeguata risposta  attraverso il reintegro di un doppio capitale umano: quello dei giovani villarosani che sono costretti ad emigrare e quello dei giovani rifugiati che vengono accolti.

Infine,  l’esigenza di riscatto culturale e sociale, necessita di un nuovo modello di integrazione che esuli dai paradigmi dell’accoglienza / assistenzialismo e si muova nella direzione di una strategia di integrazione

socio-culturale motivata da un’iniziativa che unisca le forze di chi accoglie e di chi è accolto.

 “Sud – Arte & Design” finanziato dalla Fondazione con il Sud coinvolge 5 partner: Don Bosco 2000, D.A.S. Società Cooperativa, Confcooperative Sicilia, Comune di Villarosa e l’Associazione Bellarrosa.

 

 

 

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