Domenica, 23 Luglio 2017 09:35

Assemblea cittadina per parlare di accoglienza e sicurezza

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Si è parlato di sicurezza e centri d’accoglienza nell’assemblea cittadina organizzata da Fabrizio Tudisco e Alessio Cugini, venerdì scorso, presso l’auditorium dell’ex convento di Sant’Anna.  In un clima particolarmente teso, Tudisco ha cercato, attraverso gli interventi del sindaco Miroddi e dei responsabili dei centri d’accoglienza che operano in città, di individuare l’esatto numero degli ospiti migranti e le modalità seguite da ogni struttura per garantire un’adeguata sicurezza. All’invito a partecipare alla riunione hanno risposto solo due dei quattro centri di accoglienza presenti in città. Agostino Sella, dell’associazione Don Bosco 2000, e Giuseppe Lo Bello, della cooperativa Infomedia, hanno esposto nei particolari le modalità adottate per garantire un monitoraggio delle azioni quotidiane degli ospiti e nello specifico le regole che sono obbligati a seguire. E’ emerso che nelle due strutture gli ospiti sono vincolati a rispettare orari prestabiliti per uscire o rientrare, pena la revoca dell’accoglienza. Nonostante la forte tensione registrata in diversi momenti dell’incontro gestita egregiamente dal commissario capo dottor Vincenzo Sangiorgio e dai suoi agenti, durante l’incontro, gli interventi del sindaco e degli operatori del settore hanno dato la possibilità di porre domande e fare chiarezza su diversi aspetti dell’accoglienza sconosciuti a molti. Il sindaco Miroddi nel suo intervento ha citato la clausola di salvaguardia, prevista dalla direttiva del ministro dell’interno dell’11 ottobre 2016 che esonera i comuni che appartengono alla rete Sprar all’attivazione di altri centri di accoglienza, e ha fatto notare che col protrarsi di questa situazione di emergenza ogni comune dovrà, nolente o volente, aderire alla ripartizione dei richiedenti asilo e rifugiati prevista dal Piano Nazionale. “Per fare accoglienza in modo adeguato i numeri devono essere sostenibili, solo il governo centrale, con norme specifiche, potrà garantire un’ unica regia” ha affermato Agostino Sella. Il confronto ha permesso di evidenziare la presenza in città di  migranti che  non fanno parte di nessun centro di accoglienza e vivono in case prese in affitto autonomamente. La necessità di conoscere il reale numero dei migranti presenti a Piazza Armerina e la conseguente adozione di un piano d’interventi, condiviso da tutti,  con lo scopo di garantire la sicurezza, ha motivato la decisione di organizzare un tavolo tecnico al quale parteciperanno i rappresentati del centro di accoglienza, il sindaco, Tudisco  e Cugini come promotori dell’iniziativa.  L’incontro servirà a fare chiarezza su diversi aspetti del complesso problema dell’accoglienza e dell’integrazione, conoscere i reali numeri ed evitare che pregiudizi o false informazioni possano scatenare tensioni pericolose, come è accaduto nell’incontro di venerdì quando il buon senso ha lasciato spazio ad isterismi inutili e atteggiamenti aggressivi. 

Marina Chiaramonte

 

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