Giovedì, 21 Aprile 2016 07:26

Corteo del 25 aprile a Piazza Armerina

Il Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia con il Comune di Piazza Armerina promuove e invita tutte e tutti a partecipare alla manifestazione per festeggiare la Liberazione dal nazi-fascismo e commemorare i partigiani morti durante la Resistenza.

 

Il Corteo partirà alle ore 10,00 da Piazza Garibaldi, si fermerà al Piano Villari (ex Piano Duilio) dove interverranno i rappresentati istituzionali del Comune e dell’ANPI e si concluderà sotto la lapide del patriota piazzese Salvatore Principato, ucciso in Piazzale Loreto a Milano il 10 agosto 1944.  

Il 25 aprile cade quest'anno in un complesso di vicende europee che riporta l'orologio della storia in un tempo dove la civiltà e le pratiche democratiche erano pesantemente oscurate. Una profonda crisi economica da cui si riesce con difficoltà a vedere una via d'uscita, il proliferare di movimenti di chiara marca neonazista e neofascista che arrivano fin dentro i governi, e il panorama drammatico di decine di migliaia di immigrati in fuga da guerre e disperazione che ricevono come risposta dalla politica e dalle istituzioni quasi esclusivamente muri e abbandono, devono far riflettere tutti sull'inquietante e gravissima china che sta prendendo il vivere civile. Non è questa la società che sognavano i combattenti per la libertà. Non è questo il futuro cui aspiravano, deprivato di coscienza, senso di responsabilità, solidarietà.

Quest’anno l’ANPI vuole rimettere al centro dei ragionamenti e dei comportamenti politici e sociali preziosi e decisivi “comandamenti”: antifascismo, Resistenza e Costituzione. Una Festa che ricordi con forza i 70 anni della Repubblica e del voto alle donne, i primi importantissimi passi della rinascita democratica del Paese.

 

Davanti all’attacco dei principi costituzionali l’ANPI si schiera per la difesa e il rilancio della Costituzione Repubblicana e Antifascista.

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Sono stati inviati in prima commissione ARS i disegni di legge per le variazioni territoriali delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi Siciliani. Grande la gioia di Salvatore Murella, Portavoce Comitato Pro Referndum di Piazza Armerina: "E' quasi fatta!!! Possiamo iniziare a programmare la grande festa a Piazza Armerina". 

Ecco il comunicato stampa diffuso dai comitati: 

"La I Commissione ARS provvederà alla preparazione dei DDL per l’esame d’Aula, probabilmente fondendo i 4 DDL in un unico DDL contenente le variazioni dei 4 comuni, quindi, dei Liberi Consorzi di Caltanissetta, Enna, Ragusa e della Città Metropolitana di Catania.  

 
Continua inarrestabile l’iter che porterà, dopo 90 anni, al cambiamento dei confini dell’ente intermedio siciliano.  Manca poco, il passaggio per la votazione all’ARS ed il DDL diventerà Legge, per tutti.
 
Oramai per tutti si inizia a pensare al futuro nel nuovo ente, Gela, Piazza Armerina e Niscemi, unite ancor di più da questa grande iniziativa, avranno l’opportunità di un futuro migliore, da protagonisti, in una area che ha le condizioni per una crescita economica stabile e duratura.
 
Presto i comitati ufficiali, unitamente alle amministrazioni dei centri coinvolti nell’iniziativa ed ai cittadini di questa area, vera novità nell’ambito nazionale, per tenacia ed unità d’intenti, potranno finalmente concedersi un giorno di festa, per il successo di un lungo e faticoso lavoro.". 
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Ecco il programma della festa del libro UNESCO che a Piazza Armerina prevede anche la presentazione del libro "STRANO VIRUS IL PENSIERO" della scrittrice Lidia Sella. Venerdì 22 aprile alle 17 preso la Giò Social House, il libro verrà presentato dalla prof.ssa Concetta Oliveri del Liceo Cascino e dalla prof. Agata Caruso Mule (presidente Fidapa Piazza). Sarà presente anche l'autrice, un membro dell'Unesco Enna e uno del comitato promotore Unesco Piazza Armerina. 

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Il Comitato per lo Sviluppo dell'Area Gelese (CSAG) ha diffuso il seguente comunicato relativo al polo archeologico e museale di Gela:

 IL POLO MUSEALE NON È NISSENO, MA DI CHI HA PIÙ BENI! Certo se a parlare è un cittadino l’ignoranza la si può capire, ma se sono 18 sindaci… 18 sindaci della ex provincia di Caltanissetta contestano la rimodulazione dei poli museali sicilia, nella fattispecie, quello di Gela. La contestazione nasce per “la distanza tra Gela e i comuni dell’entroterra” e perché “Gela ha già fatto una scelta di campo nel riordino delle province”. Bisogna, in tutto questo marasma, fare subito delle precisazioni, il polo dagli uffici della regione è così definito: “ Servizio POLO REGIONALE DI GELA E CALTANISSETTA E PER I SITI CULTURALI. PARCO ARCHEOLOGICO DI GELA e Museo Archeologico.” Quindi il polo non è per nulla nisseno. Detto questo, bisogna ulteriormente specificare. I parchi archeologici siciliani importanti, hanno tutti la loro autonomia, vedasi Segesta, Selinunte o Piazza Armerina che ha la nostra stessa condizione in termini di rimodulazione dei beni culturali. In questo caso, tolta Gela e vista la mancanza di siti di rilievo regionale nel nisseno, il Museo interdisciplinare di Caltanissetta è aggregato a Gela. Purtroppo non è colpa dei gelesi se gli antichi greci hanno lasciato a Gela testimonianze oltre 18 volte maggiori rispetto a qualsiasi altro sito dell’area, vasellame, monete (Gela coniava anche monete), arule, navi, acropoli, bagni greci, mura di cinta, ecc. Il fatto che qui vissero Eschilo, Euclide, Archestrato, Gelone, Ippocrate, Ierone, e che ne hanno parlato, di Gela, Cicerone, Plinio, Tucidide, è il segno dell’importanza che rivestiva in quel periodo. Ovviamente non sono cose belle sentire, ovviamente dette dai gelesi sarebbero state bollate come “campanilismo”. Purtroppo Gela e Niscemi sono state estrema periferia fino ad oggi, e tra i 18, nessuno se ne è accorto, oggi riscoprono la perifericità. Pazienza. Una cosa però non convince, perché iniziare a discutere dai poli museali e non dall’ASP, che negli anni ha creato ½ ospedale e 21 periferie? Oppure degli ATO, magari quello Idrico, che insieme ad Enna fa pagare le bollette più salate della Sicilia. Oppure l’ATO Ambiente, quanti comuni vogliono lasciare l’ATO Ambiente di Gela per afferire a quello nisseno? Probabilmente non è economicamente vantaggioso e non lo farà nessuno. Potremmo parlare ancora di INPS, Agenzia delle Entrate, Riscossione Sicilia, ecc. ma ormai non è più il caso, è passato, mentre Gela, unitamente a Niscemi e Piazza Armerina deve guardare al futuro, a nuove e vere collaborazioni con i centri del catanese. Non abbiamo nulla contro nessuno, semplicemente ognuno valorizzi le proprie risorse, e si ricerchi i giusti servizi in base a popolazione residente e specificità territoriali. Tutto il resto è sopraffazione e campanilismo. Filippo Franzone Coordinatore CSAG

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Ieri 6 marzo 2016, prima domenica del mese, in occasione della giornata di ingresso gratuito ai musei della regione siciliana, è stata sperimentata con un gruppo di dipendenti della Banca d'Italia la formula di accoglienza turistica dei Comuni Amici. Il gruppo ha potuto visitare la polis greca di Morgantina e il Museo Archeologico di Aidone, oltre a degustare tipicità locali, accolto dal presidente di Comuni Amici Ettore Messina e dal Sindaco di Aidone Enzo Lacchiana, che ha aperto le porte della città ai visitatori. A guidarli nella visita è stato Giovanni Palermo, presidente dell’associazione guide turistiche.

Un approccio turistico, quello di Comuni Amici, che vede Sindaci e Assessori al primo posto e in prima persona nell’accoglienza dei visitatori. Si segnala che il Museo Archeologico di Aidone ha avuto ieri un boom di presenze, con oltre 300 visitatori.

Comuni Amici è il network siciliano che ad oggi comprende i Comuni di Piazza Armerina, Aidone, Pachino-Marzamemi, Licata, Mussomeli, San Vito Lo Capo. Vicini alla rete anche i Comuni di Castelbuono, Mazzarino e Pedara. Nata nel 2014, l’idea di Comuni Amici muove dalla voglia di fare rete e dalla necessità di ridurre le spese in un periodo di spending review. Comuni Amici è l’unione di più comuni distanti tra loro ma affini dal punto di vista culturale per tradizioni e storia e con un unico obiettivo, il turismo. Oltre alla promozione integrata, si propone di agire con strategie di marketing e offerte mirate per i turisti.

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Legambiente accoglie favorevolmente la notizia che il direttore generale dell'assessorato regionale ai Beni Culturali ha accolto alcune osservazioni delle parti sociali, modificando il nome del nascente Polo museale della Villa Romana, Morgantina e museo di Enna attribuendo alla Villa Romana e a Piazza Armerina il ruolo centrale.Ma cambiare il nome non basta.

Sabato scorso, Casa Sanfilippo, al Parco archeologico della Valle dei Templi, ha ospitato una piazza tematica sui Beni culturali in Sicilia, promossa da Legambiente Sicilia. Tra i presenti molti dirigenti ed ex dirigenti dei Beni Culturali. Un pubblico altamente qualificato quindi che fra le tante criticità in un settore che dovrebbe essere portante nell’economia dell’isola, il vero petrolio della nostra terra, ha individuato anche, e sonoramente bocciata, quella che riguarda l’ulteriore riorganizzazione dell’assessorato ai Beni culturali. 

Una riorganizzazione che cancella, ad esempio, le sezioni storico–artistiche delle soprintendenze e accorpa musei che hanno un patrimonio diverso. Sottolineato anche il diverso orientamento di programmazione dell'assessorato regionale al Turismo e di quello ai Beni Culturali.

Legambiente ritiene che nel caso di Piazza Armerina solo l'autonomia di gestione, oltre che una vera funzione di tutela e di valorizzazione, potrà garantire un ruolo veramente incisivo della Villa sul territorio, così come anche sancito dal cartello di associazioni che si sono riunite in comitato permanente per la governance del territorio durante l'assemblea cittadina del 29 febbraio.

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“Chiediamo che venga istituito, senza ulteriore indugio, il parco archeologico della Villa del Casale, patrimonio Unesco, che sia data piena attuazione al piano di gestione, che venga riconosciuta l’autonomia finanziaria del parco, che vengano restituiti al parco tutti i reperti archeologici che negli anni hanno trovato collocazione in altri muse, che venga completato il restauro della Villai e che venga allestito e aperto al pubblico il museo Trigona, tutto ciò ovviamente garantendo al sito quell’ampio respiro culturale proprio di un patrimonio Unesco e che invece la prospettata riforma andrebbe a mortificare”.

Questo l’appello del Circolo Piazzaambiente che si attiva da diversi anni sulla fruibilità del patrimonio culturale presente nel territorio al fine di creare un maggiore sviluppo non solo turistico ma anche economico.

Di seguito l’appello integrale:

“Egregie Autorità,

fin dal 1997 il circolo Legambiente di Piazza Armerina ha sostenuto la necessità della messa in rete de giacimento culturale e della fruizione complessiva e integrata del nostro territorio ritenendo comunque che la città di Piazza Armerina, ed il centro storico in particolare, avessero bisogno di un’attenzione e di una cura “speciale” per salvaguardarli, renderli fruibili e trasformarli in volano di sviluppo culturale, turistico ed economico per l’intera collettività.  

E’ per questo che abbiamo sempre acceso i riflettori sulla necessità di costruire un asse forte Villa Romana del Casale – centro storico, e Palazzo Trigona in particolare, chiedendo, sin dal 2002, l’istituzione del biglietto unico Villa del Casale – Museo Trigona.

La riforma dei BB.CC. del 2010, e le successive modifiche, ha di fatto aperto le porte all’istituzione del Parco Archeologico della Villa del Casale e la conseguente assegnazione del Palazzo Trigona al nascente parco, ci aveva fatto ben sperare per la reale trasformazione del palazzo, appena restaurato, in Museo della Città e del territorio, così come più volte sancito negli anni precedenti.

Tralasciamo in questa sede considerazioni sull’iter tormentato che ha portato al restauro della Villa del Casale e del palazzo Trigona (invitandovi per questo alla lettura dei nostri dossier) per esprimere grande preoccupazione per il futuro del parco archeologico e del museo Trigona sulla base di quanto previsto dalla nuova riforma dei BB.CC. a seguito dell’applicazione del comma 1 dell’art. 49 della L.R. 9/2015, una riforma che sembra perseguire solo obiettivi di spending review e non quelli di tutela, promozione e valorizzazione dei territori e del patrimonio culturale.

Non è la nostra una preoccupazione campanilistica perché riteniamo sia evidente a tutti che bisogna costruire un rapporto forte tra la Villa e la città, che ad oggi manca, interpretando la Villa come un’occasione di rilancio culturale e turistico per Piazza Armerina e per l’intero territorio.

E ciò sarà possibile solamente creando azioni centripete, prima che centrifughe.

La Villa del Casale è insignita del titolo di “patrimonio dell’umanità Unesco” dal 1997 e in ragione di ciò è dotata di uno specifico piano di gestione, costruito e da attuare, anche e soprattutto, con la partecipazione degli stakeholders, attori civili del territorio, di cui Legambiente ha l’onore di far parte.

Ricordiamo che il piano di gestione Unesco della Villa del Casale è stato forse il primo tra i piani di gestione Unesco in Sicilia e che il decreto di istituzione del parco (anche a seguito della perimetrazione votata dal consiglio comunale nel 2012) è stato il primo ad essere firmato, così come dichiarava l’assessore Missineo il 25 maggio 2012 proprio nelle sale vuote di Palazzo Trigona.

Ma quel decreto non è mai stato pubblicato e ne chiediamo il perché, così come chiediamo che fine ha fatto il gruppo di lavoro, costituito in Soprintendenza, che doveva occuparsi dell’ordinamento scientifico del museo Trigona.

Siamo stati informati da un altro assessore, la dott.ssa Sgarlata, che la Soprintendenza aveva ritenuto opportuno apportare delle modifiche alla perimetrazione, ma dal 2012 ad oggi non ci sono più notizie sull’istituzione del parco della Villa del Casale, nonostante, nel frattempo, siano stati istituiti altri parchi archeologici in Sicilia.

E permetteteci una ulteriore preoccupazione: oggi Palazzo Trigona nonostante le battaglie e le ingenti somme spese per il suo restauro (circa 5 milioni di euro) non è ancora museo;  nelle aspettative della città doveva essere la rosa più bella del giardino del centro storico, l’attrattore culturale per eccellenza ed invece (ma speriamo che almeno queste siano voci infondate) sembrerebbe che la previsione di realizzare un antiquarium accanto l’ingresso dell’area archeologica, in un edificio acquisito alla proprietà regionale, in una nuova revisione del progetto, preveda anche la collocazione degli uffici amministrativi attualmente ospitati a palazzo Trigona.

Se ciò dovesse comportare più spazi espositivi per il museo Trigona nulla questio, ma se ciò dovesse implicare l’abbandono del palazzo Trigona riteniamo la soluzione inaccettabile.

Le controverse vicende della Villa del Casale e del palazzo Trigona, degne della peggiore sceneggiatura dell’Odissea, sono state al centro del dibattito culturale degli ultimi 20 anni, in Sicilia e non solo.

Riteniamo sia arrivato il momento di porre fine definitivamente a questo stillicidio che sta mettendo in ginocchio un territorio che sembra non avere più la forza di rialzarsi.

E’ per questo che chiediamo che venga istituito, senza ulteriore indugio, il parco archeologico della Villa del Casale, patrimonio Unesco, che sia data piena attuazione al piano di gestione, che venga riconosciuta l’autonomia finanziaria del parco, che vengano restituiti al parco tutti i reperti archeologici che negli anni hanno trovato collocazione in altri muse, che venga completato il restauro della Villai e che venga allestito e aperto al pubblico il museo Trigona, tutto ciò ovviamente garantendo al sito quell’ampio respiro culturale proprio di un patrimonio Unesco e che invece la prospettata riforma andrebbe a mortificare.

Continueremo ad essere vigili sul nostro territorio, così come lo siamo stati da 20 anni ad oggi, ma ci piacerebbe abbassare i riflettori e prepararci per la cerimonia di istituzione del parco e per l’apertura del museo che la città intera attende da quasi 60 anni".

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E’ passato un anno dall’ultimo incontro dei Comuni Amici ma sono tanti i passi in avanti fatti in questo lasso di tempo. Dopo la recente apertura di uno spazio promozionale e commerciale presso l’aereoporto Fontanarossa di Catania, adesso sono pronti per aggiornare sui nuovi progressi delle ‘Rete’. Portale turistico, rassegna stampa, software per prenotazioni, eventi, brochure digitali e guida cartacea firmata Comuni Amici, sono solo alcuni dei passi in avanti che verranno presentati giorno 27-28 febbraio a Piazza Armerina.

Per l’occasione, oltre ai membri e all’amministrazione locale, interverranno l’assessore Regionale agli Enti locali, Luisa Lantieri, e l’assessore Regionale al Turismo, Anthony Barbagallo.

Inoltre proprio perché Comuni Amici nasce come unione di più comuni distanti tra loro ma affini dal punto di vista culturale con tradizioni e storia comune e con un unico obiettivo - il turismo – le due giornate saranno anche occasione di partecipare a visite guidate.

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La struttura portante presenta una copertura in amianto, gli infissi sono vecchi e danneggiati, le rifiniture interne del campo e i servizi igienici sono in cattivo stato di manutenzione e, infine, l’impianto elettrico e di emergenza necessita di un adeguamento alle norme. Questo lo stato attuale della palestra “Ex ITIS” che di storia sportiva ne ha fatta negli anni passati. Ma quel che interessa adesso è attuare una politica di riqualificazione tramite il recupero dell’impianto sportivo. Dopo la recente proposta del recupero della struttura Palasport di Piazza, l’amministrazione decide di presentare un secondo progetto di riqualificazione attraverso il bando “Sport e Periferie” il cui fondo è gestito dal Coni. Anche per questo impianto sportivo l’obbiettivo è il medesimo: è assicurare, tramite il recupero del patrimonio esistente e di quello sportivo, il miglioramento della qualità della vita nei tessuti urbani consolidati garantendo un ambiente urbano più sostenibile integrando aspetti economici, sociali ( aggregazione giovanile), culturali e ambientali.

“Il recupero dell'impianto - dichiara Giuseppe Mattia -  permetterebbe sicuramente di avere positivi risvolti economici e sociali in un'area dove la mancanza di lavoro, l'esclusione sociale, la minaccia di spopolamento e la carenza di idonee infrastrutture sportive per il benessere collettivo sono una priorità assoluta. Inoltre – continua - l'intervento proposto, attraverso la sostituzione dell'attuale copertura in cemento amianto con una nuova copertura in acciaio dotata di pannelli fotovoltaici, contribuirebbe ad incrementare la sicurezza urbana e a migliorare la salute delle migliaia di cittadini residenti che vivono nell'area oggetto d'intervento. Inoltre l'utilizzo di fonti rinnovabili permetterebbe un notevole risparmio energetico sui consumi. La città di Piazza Armerina ha ormai da tempo avviato una oculata politica di riqualificazione urbana sulla base del principio di sostenibilità”.

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