Venerdì, 17 Febbraio 2017 10:56

Passaggio di Gela, Piazza Armerina e Niscemi alla Città Metropolitana di Catania: “UN PROBLEMA POLITICO”? NO, SOLO UN PROBLEMA DI COLLEGI ELETTORALI

Scritto da

CSAG

COMITATO  PER LO SVILUPPO  DELL’AREA  GELESE

UNIONE DI ASSOCIAZIONI

COMITATO PROMOTORE DELLA PRIMA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE SICILIANA

DEL SECONDO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO E

DELL’ADESIONE DI GELA ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

            

COMITATO  PRO   REFERENDUM    PIAZZA   ARMERINA

COMITATO   PROMOTORE   DEL TERZO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO

E DELL’ADESIONE DI PIAZZA ARMERINA ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

 

COMITATO   PER   I   LIBERI   CONSORZI     NISCEMI

COMITATO   PROMOTORE   DEL QUARTO  REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO

E DELL’ADESIONE DI NISCEMI ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

 

CONSULTA DI NISCEMI

PROMOTRICE DELL’ADESIONE DI NISCEMI ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

 

      Gela 16 febbraio  2017

 

COMUNICATO STAMPA

 

Passaggio di Gela, Piazza Armerina e Niscemi alla Città Metropolitana di Catania:

 

“UN PROBLEMA POLITICO”? NO, SOLO UN PROBLEMA DI COLLEGI ELETTORALI

 

In merito all’articolo pubblicato sul vostro quotidiano in data 15 febbraio 2017, pagina 5, i comitati promotori delle variazioni territoriali riguardanti il passaggio di Gela, Piazza Armerina e Niscemi nella Città Metropolitana di Catania, nonché di Licodia Eubea al Libero Consorzio di Ragusa, non possono esimersi dal precisare quanto segue.

Premesso che non si può giocare con il volere popolare, che è quello del corpo elettorale sovrano, chi lo fa dimostra di non avere amor di patria, ma soprattutto, di non aver rispetto per il principio di legalità e quello democratico. Ci riferiamo in particolare  alle dichiarazioni, evidentemente contrarie a tali passaggi territoriali, da parte dei deputati della maggioranza ARS, D’Agostino (Sicilia Futura) e Raia (PD).

A meno di voler negare l’evidenza, non hanno ragione di esistere le motivazioni di ordine tecnico, giuridico, organizzativo e di carattere patrimoniale nonché in termini di personale in carico ai Liberi Consorzi, addotte dai due deputati per giustificare la mancata attuazione dell’art. 44 comma 2 della L.R. 15/15. Risponde all’abc del diritto che questioni di ordine amministrativo, a cui si riferiscono i due deputati, non possono essere anticipatrici (assurgendo ad “autorizzative”) di un atto legislativo, semmai è il contrario. I DDL di passaggio territoriale, uno per ciascun comune, prevedono enti incaricati tempi e modalità certe su come organizzare i passaggi territoriali. La “carenza di istruttoria”, pertanto, avanzata dai deputati in I Commissione è una solo scusante pretestuosa e priva di fondamento, tanto che i DDL furono respinti dalla stessa Commissione e trasmessi in aula, ai sensi dell’art. 64 comma 3 del Regolamento interno ARS, con la proposta di “non passaggio all’esame degli articoli”.

Questo significa non la bocciatura dei DDL, ma l’averli semplicemente “parcheggiati” a binario morto. E soprattutto, non ha significato – né poteva - la chiusura dell’iter che rimane ancora oggi aperto ed incompleto.

Volendo anche ipotizzare, infatti, che i DDL siano stati bocciati, l’art. 44 comma 2 della L.R 15/15, non prevede alcun termine, né di conseguenza eventuali bocciature. I provvedimenti legislativi a cui rinvia la norma transitoria di cui all’art. 44 sopra citato, devono essere tali, ossia “Leggi provvedimento” in senso tecnico, che ratificano gli esiti di un iter legislativo tracciato precedentemente e rispettato dai quattro comuni. Senza, lo ribadiamo, prevedere un termine!

L’unica verità, celata dai deputati, è quella relativa ai collegi elettorali. L’unico, vero, interesse che muove e guida l’azione dei deputati, i quali stanno già sgomitando per un posto al sole (ARS), in quanto dalla prossima legislatura le poltrone saranno 70 e non più 90. Un problema di collegi elettorali, viene fatto passare come “un problema politico”, denunciato dall’Assessore Regionale alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri, in occasione del convegno svolto a Gela il 12 febbraio scorso, dove noi però c’eravamo e dove noi abbiamo ribadito che se non si provvederà subito a variare i confini territoriali dell’ente intermedio siciliano, ci organizzeremo per interferire pesantemente alle prossime elezioni regionali. Del resto, se per i referendum confermativi, ad oggi gli unici in Italia a non essere stati attuati, siamo riusciti a mobilitare 32.000 cittadini, considerato il malcontento attuale e generale, pensiamo di poterne allertare almeno altrettanti, se non di più.

In ogni caso, saremo sempre pronti a presentare ricorso avverso le elezioni degli organi di vertice degli enti intermedi, sia indirette come prevede l’attuale normativa, sia col voto popolare che vorrebbero ora, a quanto pare, ripristinare.

I diritti dei gelesi, piazzesi e niscemesi sono intoccabili, ci faremo rispettare pretendendo che vengano onorati gli impegni, in ogni sede ed in ogni luogo.

 

 

 

 

 

Filippo Franzone                                    Salvatore Murella                                       Luigi Gualato                              Gaetano Buccheri

Coordinatore CSAG                          Portavoce Comitato Pro                             Portavoce Comitato                      Portavoce Consulta

         Gela                                            Referendum   Piazza                                                             per i Liberi Consorzi Niscemi

 

 

 

 

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