Mercoledì, 13 Aprile 2016 08:03

Polemiche per il futuro del polo archeologico e museale di Gela

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Il Comitato per lo Sviluppo dell'Area Gelese (CSAG) ha diffuso il seguente comunicato relativo al polo archeologico e museale di Gela:

 IL POLO MUSEALE NON È NISSENO, MA DI CHI HA PIÙ BENI! Certo se a parlare è un cittadino l’ignoranza la si può capire, ma se sono 18 sindaci… 18 sindaci della ex provincia di Caltanissetta contestano la rimodulazione dei poli museali sicilia, nella fattispecie, quello di Gela. La contestazione nasce per “la distanza tra Gela e i comuni dell’entroterra” e perché “Gela ha già fatto una scelta di campo nel riordino delle province”. Bisogna, in tutto questo marasma, fare subito delle precisazioni, il polo dagli uffici della regione è così definito: “ Servizio POLO REGIONALE DI GELA E CALTANISSETTA E PER I SITI CULTURALI. PARCO ARCHEOLOGICO DI GELA e Museo Archeologico.” Quindi il polo non è per nulla nisseno. Detto questo, bisogna ulteriormente specificare. I parchi archeologici siciliani importanti, hanno tutti la loro autonomia, vedasi Segesta, Selinunte o Piazza Armerina che ha la nostra stessa condizione in termini di rimodulazione dei beni culturali. In questo caso, tolta Gela e vista la mancanza di siti di rilievo regionale nel nisseno, il Museo interdisciplinare di Caltanissetta è aggregato a Gela. Purtroppo non è colpa dei gelesi se gli antichi greci hanno lasciato a Gela testimonianze oltre 18 volte maggiori rispetto a qualsiasi altro sito dell’area, vasellame, monete (Gela coniava anche monete), arule, navi, acropoli, bagni greci, mura di cinta, ecc. Il fatto che qui vissero Eschilo, Euclide, Archestrato, Gelone, Ippocrate, Ierone, e che ne hanno parlato, di Gela, Cicerone, Plinio, Tucidide, è il segno dell’importanza che rivestiva in quel periodo. Ovviamente non sono cose belle sentire, ovviamente dette dai gelesi sarebbero state bollate come “campanilismo”. Purtroppo Gela e Niscemi sono state estrema periferia fino ad oggi, e tra i 18, nessuno se ne è accorto, oggi riscoprono la perifericità. Pazienza. Una cosa però non convince, perché iniziare a discutere dai poli museali e non dall’ASP, che negli anni ha creato ½ ospedale e 21 periferie? Oppure degli ATO, magari quello Idrico, che insieme ad Enna fa pagare le bollette più salate della Sicilia. Oppure l’ATO Ambiente, quanti comuni vogliono lasciare l’ATO Ambiente di Gela per afferire a quello nisseno? Probabilmente non è economicamente vantaggioso e non lo farà nessuno. Potremmo parlare ancora di INPS, Agenzia delle Entrate, Riscossione Sicilia, ecc. ma ormai non è più il caso, è passato, mentre Gela, unitamente a Niscemi e Piazza Armerina deve guardare al futuro, a nuove e vere collaborazioni con i centri del catanese. Non abbiamo nulla contro nessuno, semplicemente ognuno valorizzi le proprie risorse, e si ricerchi i giusti servizi in base a popolazione residente e specificità territoriali. Tutto il resto è sopraffazione e campanilismo. Filippo Franzone Coordinatore CSAG

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