Mercoledì, 14 Ottobre 2015 15:30

GELA, CSAG: "NISCEMI RINVIA L’APPUNTAMENTO CON LA STORIA"

Scritto da Redazione

Ieri si è svolto a Niscemi il Consiglio Comunale monotematico inerente l’adesione alla Città Metropolitana di Catania.

Folta la partecipazione dei cittadini niscemesi, presenti anche cittadini gelesi al seguito del CSAG e cittadini di Piazza Armerina a seguito del Comitato Pro Referendum, tra loro anche alcuni consiglieri di Gela e Piazza Armerina.

Dopo l’intervento del Presidente del Consiglio, è stato subito chiesto il rinvio, tra i 19 presenti, 9 hanno votato a favore, 7 contro e 3 astenuti.

Il rinvio, chiesto dal Consigliere Giuseppe Rizzo, dal fronte del “SI” all’adesione, era stato precedentemente auspicato dalla Consulta Presieduta da Gaetano Buccheri e dal Comitato Liberi Consorzi di Niscemi Presieduto da Luigi Gualato. La richiesta scaturita dalla convocazione del Consiglio Comunale in tutta fretta durante la Conferenza dei Capigruppo da parte del fronte del “no”, pur sapendo che alcuni consiglieri erano impossibilitati a partecipare a questo importantissimo evento per la comunità niscemese, è stata subito contestata, ma si è preferito arrivare in aula.

Ma da questa votazione si possono fare le prime considerazioni, alcuni consiglieri, anche se la minoranza, seppur in forte imbarazzo dinanzi ai propri concittadini accorsi in massa, era indirizzato a votare “no”. Ma questi non coincidono con il volere dei cittadini di Niscemi, che dai sondaggi, dai volantinaggi, raccolte firme fatte dai promotori niscemesi, sono al 95% favorevoli all’adesione alla Città Metropolitana di Catania.

Cosa succede allora? Lo scollamento tra istituzioni e popolo, tipico della nostra Repubblica.

Le istituzioni, insensibili alle scelte del popolo, in nome del popolo scelgono per quest’ultimo. Ma la scelta a Niscemi è già avvenuta, nel 2014, votata all’unanimità da questo stesso consiglio e poi sottoposta a referendum confermativo, dove il 96% dei niscemesi ha scelto di uscire da Caltanissetta per aderire a Catania. Oggi la Regione chiede una RICONFERMA ai soli comuni che hanno svolto il referendum, 4 in tutta la Sicilia, segnale che anche alla Regione sanno che c’è una scelta valida da rispettare.

E allora cosa succede ad alcuni consiglieri di Niscemi?

Semplicemente, la scelta è politica, non ci sarà più nessun referendum popolare per confermare, quindi si decide… per altro.

Ma si può relegare la comunità di Niscemi ad estrema periferia di un territorio, isolata da tutti i comuni vicini, con i servizi a 90Km raggiungibili con collegamenti stradali da terzo mondo? Cosa potranno mai raccontare domani questi consiglieri ai propri concittadini, ai propri figli, quando vedranno i comuni intorno a loro progredire e sviluppare, perche frutto di una collaborazione tra comuni viciniori, mentre Niscemi isolata dal resto del territorio prenderà la via del declino?

Gela e Piazza Armerina hanno già scelto positivamente, ieri a Niscemi non c’erano né le istituzioni né i cittadini di Butera, Mazzarino o Caltanissetta, c’erano le istituzioni ed i cittadini di Gela e Piazza Armerina, le città consorelle, le città vicine, c’era la stampa di Gela, Piazza Armerina e Caltagirone, non c’era quella nissena. Questo sta a significare che queste comunità ci tengono tantissimo a stare insieme a Niscemi, queste comunità sono già con Catania, a prescindere dalla scelta di Niscemi, quindi il loro amore nei confronti dell’unità di questo territorio è disinteressato, lo fanno per spirito di collaborazione, perché sanno che Niscemi è una risorsa solo se lavora insieme ai comuni vicini e con cui c’è una secolare collaborazione.

Il 22 ottobre 2015, Niscemi avrà la forza per scegliere definitivamente il futuro, cambiando la sua storia. Alla fine anche a Niscemi prevarrà la volontà popolare, del resto della moltitudine di persone presenti, non c’era neanche un solo cittadino che si è schierato per rimanere con Caltanissetta, erano tutti lì pronti a festeggiare l’adesione a Catania, che è soltanto rinviata di pochi giorni.

Presto anche Niscemi festeggerà.

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