Martedì, 06 Ottobre 2015 08:01

Inviate a Palermo le delibere di Gela e Piazza Armerina.

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Sono state già inviate la fine della scorsa settimana le delibere di adesione alla Città

Metropolitana di Catania, prodotte da Gela e Piazza Armerina. L’invio è avvenuto di fatto

contestualmente perché il consiglio comunale di Piazza Armerina, pur deliberando due

settimane dopo il civico consesso gelese, ha votato anche l’immediata esecutività dell’atto.

Le delibere di Gela e Piazza Armerina, più precisamente, sono state ex lege trasmesse

all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali chiamato a predisporre il DDL che

esitato dalla Giunta regionale, verrà sottoposto all’Assemblea Regionale Siciliana per la

sua votazione. In sostanza si tratta più di una ratifica di ciò che queste comunità hanno

sostenuto (due delibere consiliari ed un referendum confermativo), nel pieno rispetto delle

Leggi promulgate dal Parlamento regionale. Infine seguirà la pubblicazione in Gazzetta

Ufficiale Regione Siciliana (Gurs) che, sancirà ufficialmente l’ingresso di queste comunità

nella Città Metropolitana di Catania.

Intanto a Niscemi si dibatte sull’ingresso alla Città Metropolitana. Da una parte i cittadini,

comitati, consulte e associazioni che, spingono per riconfermare le scelte già fatte, quindi

l’ingresso di Niscemi nella Città Metropolitana. Dall’altra, uno sparuto gruppo inserito nelle

istituzioni, che con fantasiose e irrazionali motivazioni, vorrebbe far rimanere Niscemi con

Caltanissetta. Alla fine, come del resto è già successo a Gela e Piazza Armerina, la

volontà del popolo prevarrà, con grande dispiacere dei pochi che, per mire puramente

personalistiche, vorrebbero condurre Niscemi nel deserto economico. Ma il popolo è

sovrano, anche a Niscemi.

Piuttosto, appare sempre più opportuna la convocazione del consiglio comunale

niscemese in seduta monotematica. Infatti, è giunta conferma dell’avvenuta “impugnativa

cautelativa” da parte del Consiglio dei Ministri della Legge regionale 15/2015, nella parte in

cui contrasta con la Legge Delrio, come era già stato palesemente preannunciato. Il

Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Ministro degli Affari Esteri e della

cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni e con le funzioni di Segretario svolte dal

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, ha infatti

esaminato diciannove leggi delle Regioni e delle Province Autonome, deliberando

l’impugnativa, fra le altre, della Legge Regione Sicilia n. 15 del 4 agosto 2015, recante

“Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane”. Secondo quanto

si legge testualmente nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, «Il Consiglio dei Ministri,

prendendo atto della lettera del Presidente della Regione Siciliana con la quale si impegna

ad apportare alcune modifiche alla legge regionale N°15/2015, ha deliberato l’impugnativa

della suddetta legge in quanto, sul piano strettamente tecnico, talune disposizioni sono in

contrasto con la legge N° 56/2014 (Legge Delrio), quale legge di grande riforma

economica e sociale. In caso di approvazione di una nuova normativa da parte

dell’Assemblea regionale siciliana, che vada nel senso dei rilievi contenuti

nell’impugnazione, il Governo si impegna a valutare l’opportunità di ritirare il ricorso».

Materia del contendere, dunque, non è quella relativa alle adesioni di Gela, Piazza

Armerina e/o Niscemi alla Città metropolitana, bensì come già trapelato insistentemente,

le modalità di individuazione, elezione e composizione degli organi di indirizzo politico dei

nuovi enti di area vasta. Va da sé che con la delibera di Niscemi e la sua celere

trasmissione al Governo regionale, quest’ultimo potrà predisporre nello stesso DDL

l’avvenuta modificazione dei confini territoriali e le correzioni al testo normativo sollecitate

dalla suddetta impugnativa. Niscemi, dunque, faccia presto!

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