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Martedì, 01 Dicembre 2015 10:16

1 Dicembre: Giornata mondiale contro l' Aids.

Anche se l'Hiv negli ultimi dieci anni è praticamente sparito dai media, non è più oggetto di campagne e in generale ha smesso di suscitare attenzione, questo non vuol dire che non ci sia più come molti erroneamente credono. E la Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids che si tiene l'1 dicembre, di ogni anno dal 1988, è un occasione per non abbassare la guardia, perché anche se non è più una malattia 'per cui si muore sempre', il numero delle infezioni non solo non è diminuito ma negli ultimi anni ha ricominciato ad aumentare costantemente. In Europa poi ha toccato un livello mai visto neanche negli anni '80. E in Africa l'Aids è diventata la prima causa di morte tra gli adolescenti (ogni ora si verificano 26 nuove contagi).

Proprio in questi giorni c'è stato il 30 anniversario della morte di Rock Hudson che trent'anni fa, con la sua confessione di essere ammalato di Aids ed omosessuale, diede il via a una stagione mediatica che ha grandemente contribuito alla lotta contro l'Aids, permettendo di trovare risorse e fondi per sviluppare trattamenti sempre più efficaci. Ma la malattia non è sparita e ogni anno ci sono oltre due milioni di nuove infezioni Hiv, in parte dovute anche a questa errata convinzione.

Il corpo di una bambina di 4 anni è stato ritrovato da alcuni pescatori sulla costa egea della Turchia.

Lo riferiscono media locali, secondo cui la piccola sarebbe tra i 10 dispersi del naufragio avvenuto mercoledì scorso al largo di Bodrum, in cui altre 5 persone erano state salvate. Lo scorso settembre, il mondo era rimasto sconvolto dalle immagini del piccolo Aylan,  il piccolo profugo siriano di tre anni annegato - anche stavolta - davanti alla spiaggia di Bodrum.

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, non è una data a caso.

E' il ricordo di un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana, ai tempi del dittatore Trujillo. Tre sorelle, di cognome Mirabal, considerate rivoluzionarie, furono torturate, massacrate, strangolate. Buttando i loro corpi in un burrone venne simulato un incidente.

Non sempre, non ovunque, le cose sono cambiate da quel giorno: basti pensare alle bambine dell'India che quasi ogni giorno vengono stuprate e uccise, ma anche a casa nostra, dove la violenza contro le donne è spesso nascosta in ambito domestico. 

Negli ultimi giorni i sindaci di Aidone, Assoro, Barrafranca, Leonforte, Mazzarino, Nissoria e Piazza Armerina, si sono incatenati davanti agli uffici dell’assessorato regionale alla Salute, per contestare il depotenziamento delle strutture ospedaliere. L’iniziativa dei sindaci trova l’appoggio del Comitato Pro Salute di Leonforte.

Non si ferma quindi la protesta e dalle parole si passa ai fatti per difendere il diritto alla salute.

 

Il COMITATO PER LO SVILUPPO DELL’AREA  GELESE si rivolge alle varie cariche istituzionali per il problema UTIN e Ginecologia-Ostetricia di II livello a Gela.

 

A seguire il comunicato ufficiale:

 

Scriviamo la presente per porre alla vostra attenzione un caso di sanità, che si trascina da

anni, nella quale si evince una chiara disorganizzazione degli enti preposti nell’ erogare la

giusta assistenza ai cittadini, questo è il caso dell’UTIN e Ginecologia-Ostetricia di II livello

a Gela.

 

Il CSAG (Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese) per anni, dal 2009, ha condotto

iniziative atte a migliorare l’offerta assistenziale ospedaliera dell’area gelese, a seguito

delle varie segnalazioni fatte al Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta

sugli Errori Sanitari, On. Leoluca Orlando, e della successiva collaborazione con il

Direttore dell’ASP CL 2 Dott. Paolo Cantaro, si giunse ad un importante risultato: il D.A.

del 12 marzo 2010 e il D. A. 2536 del 2 dicembre 2011, emanato dall’Ass. Reg. Sanità

individuò l’Ospedale Vittorio Emanuele III di Gela, quale centro di Ginecologia ed

Ostetricia di II livello e sede dell’UTIN.

 

Dobbiamo necessariamente ricordare che l’individuazione a Gela, la si è avuta per tre

importanti fattori:

- L’alto numero di nascite nella zona del gelese.

- La notevole distanza dall’UTIN più vicina (85 km con strade impercorribili).

- L’alto numero di malformazioni neonatali presenti in zona.

- Il grande bacino di popolazione residente, 400.000 ab. in appena 35 km di raggio.

 

L’Assessore Regionale alla Salute, ha emanato il 9 dicembre 2013, un D.A. che stabilisce

come termine ultimo per l’adeguamento ai requisiti strutturali per la rete materno-infantile

siciliana, il 31 dicembre 2014. Data non rispettata.

Decreto Assessoriale del 14 gennaio 2015, di riqualificazione e rifunzionalizzazione della

rete ospedaliera-territoriale siciliana, ha riconfermato l’attivazione di una UTIN presso il

Presidio in questione, negli stessi termini del Decreto Assessorile n. 746/2010.

Il 17 febbraio 2015. Durante una audizione della VI Commissione ARS, alla Presenza dei

Componenti CSAG, il Direttore Generale dell’ASP 2, il Dott. Carmelo Iacono, si è detto

disponibile per far partire subito l’UTIN, è pronto a finanziare l’acquisto per gli arredi e

quanto altro occorre, con fondi della stessa ASP, tra l’altro, ancor prima dell’audizione,

stava già lavorando per rendere operativa tale struttura. L’unico punto su cui è stato fermo

e deciso è quello riguardante il personale: Occorrono dai 15 ai 18 medici e altrettanti

infermieri per far partire l’UTIN, che non possiamo attingere dagli organici ASP, in quanto

figure con una particolare specialità non presenti nei nostri organici, quindi per questo

chiedo l’aiuto della Commissione”. Ha detto inoltre che intende realizzare un servizio di

qualità elevata.

 

La conclusione del Presidente Di Giacomo, il quale ha sottolineato la totale disponibilità

della Commissione alle richieste del CSAG e del Direttore Generale dell’ASP 2, ribadendo

che questo territorio ha pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane e di

disattenzioni in materia di strutture sanitario-ospedaliere, e che quindi è arrivato il

momento di porre rimedio.

26 febbraio 2015. La nota trasmissione televisiva “Mi Manda Rai Tre” accende i riflettori

sulla interminabile vicenda della mancata attivazione dell’UTIN a Gela. Il Direttore

Generale dell’ASP 2, il Dott. Carmelo Iacono, al microfono dichiara: “io penso di rispettare

i tempi e penso di poterlo consegnare alla fruizione per il dicembre di questo anno”.

2 luglio 2015. Il Ministero della Salute, su richiesta della Sen. Venerina Padua informata

dal CSAG sulla vicenda, risponde: “Si assicura che il Ministero della salute ed il Comitato

Percorso Nascita Nazionale, nell’ambito delle azioni richieste per l’attuazione dei piani di

rientro, valuteranno le scelte strategiche relative alla riorganizzazione del percorso nascita

ed alla tempistica delle realizzazioni dichiarata dalle Regioni, a garanzia delle madri e dei

neonati”.

Gela rimane allo stato attuale, l’unica sede di UTIN siciliana a non essere stata attivata.

Siamo già nella prima decade di novembre, i lavori, le assunzioni di personale e tutto ciò

che riguarda l’attivazione dell’UTINè in alto mare. Ci sono i macchinari, acquistati diversi

anni fa.

Non vogliamo creare polemiche gratuite, vogliamo soltanto dotare questo territorio di una

struttura che può salvare vite umane.

La situazione attualmente tranquilla, può precipitare di colpo alla prima disgrazia, perchè

solo allora si cercheranno i responsabili dei ritardi, ci sarà la corsa per l’attivazione, ci

saranno mille scuse in campo. Ma, inevitabilmente ci saranno due genitori a piangere, soli,

a causa di negligenze “Burocratiche”.

Attendiamo che le S.V. in indirizzo, si attivino per controllare quali sono le cause di questi

continui ritardi e attivare al più presto questa indispensabile struttura salvavita per il

territorio gelese.

 

 

Lo riferiscono fonti dell'intelligence Usa che precisano come l'attentato potrebbe essere stato portato a termine dall'Isis o da un gruppo affiliato.

 

 

 

A far esplodere l'aereo russo precipitato nel Sinai sarebbe stata una bomba piazzata dentro una valigia o un bagaglio a mano. Lo riferiscono fonti dell'intelligence Usa citate dalla Cnn. Fonti che precisano come l'attentato potrebbe essere stato portato a termine dall'Isis o da un gruppo affiliato. Le fonti dei servizi Usa ascoltate dalla Cnn spiegano come ancora non ci sia una conclusione formale delle indagini da parte della comunità dell'intelligence. Ma l'ipotesi sarebbe quella di un bagaglio portato a bordo anche grazie alla complicità di un impiegato dell'aeroporto di Sharm el-Sheik e alla mancanza di controlli nello scalo della località turistica egiziana.

E l'Isis in un nuovo messaggio rilancia: "Non siamo obbligati a svelarvi il modo in cui abbiamo abbattuto l'aereo, ma ve lo diremo solo quando e come vorremo noi"."Voi controllate le scatole nere, visionate il relitto e provate a confermare che non è stato abbattuto, se ci riuscite". "Noi l'abbiamo abbattuto, voi morirete di rabbia", ed è stato pubblicato su Twitter in diversi siti jihadisti. Nel messaggio audio il jihadista aggiunge che l'abbattimento dell'aereo russo è avvenuto nello stesso giorno (il 17 del mese lunare di Muharram) in cui l'Isis giurò fedeltà al Califfato.

L'Irlanda ha dato istruzioni alle linee aeree nazionali di non volare da e verso Sharm el Sheikh fino a nuovo ordine. Lo riferisce la Bbc online. La Gran Bretagna ha sospeso i voli che dovevano partire in serata dalla località sul Mar Rosso in attesa di verificare la sicurezza dello scalo.  

 I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia

Carabinieri di Piazza Armerina, nel corso di un servizio finalizzato alla repressione del

fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, traevano in arresto Aguglia Gianluca

Giuseppe, di anni 37, pregiudicato di Piazza Armerina, poiché resosi responsabile di spaccio

e detenzione di sostanze stupefacenti.

Il predetto, veniva notato dai militari operanti, in una zona centrale della città, mentre cedeva

due involucri di carta stagnola ad un 23enne del luogo, che veniva fermato e trovato in

possesso all’interno dei suddetti involucri, riposti nella tasca dei pantaloni, di 2 grammi di

marijuana.

Successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Aguglia, che alla vista dei militari

tentava invano di disfarsi dello stupefacente, permetteva di rinvenire grammi 70 di sostanza

stupefacente del tipo marijuana in parte già suddivisa in 20 dosi e ulteriori 40 dosi di hashish

del peso complessivo di grammi 45. Tutto lo stupefacente rinvenuto veniva sottoposto a

sequestro.

Il giovane acquirente è stato segnalato quale assuntore di sostanze stupefacenti alla Prefettura

di Enna, mentre l’arrestato, ultimate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa

circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le piogge torrenziali di giorno 21 ottobre hanno arrecato gravi danni  alla città piazzese.

In particolare in Via Torquato Tasso c'è stato uno scostamento del manto stradale dovuto a persistenti infiltrazioni d'acqua.

 

Manifestazione regionale contro la nato e la guerra.

NO all 'esercitazione NATO Trident Juncture 2015 a Birgi

Marsala, 31 ottobre 2015, lungo mare boeo monumento dei mille, ore 15:00

Museo Regionale della Villa Romana del Casale

 

La Villa Romana del Casale

a “portata di mano”

 

Il 17 Ottobre 2015 è stata una giornata storica per le attività di fruizione della Villa Romana

del Casale. Per la prima volta in assoluto, il sito UNESCO di Piazza Armerina ha accolto un

gruppo di ragazzi non vedenti e ipovedenti dell’Unione Italiana Ciechi di Sicilia, con un’età

compresa tra gli 8 e i 18 anni, coinvolgendolo in un percorso di visita “interattivo”. Il gruppo,

infatti, è stato guidato alla scoperta dell’antica residenza romana, usufruendo di un prototipo di

libro tattile, ideato e curato dalla dott.ssa Francesca M. Riccobene, collaboratore del Museo

per le attività didattiche. Il titolo del testo è "Una villa misteriosa", realizzato per i bambini

con gravi o medie difficoltà visive, che attraverso l'esplorazione aptica permetterà loro di

approcciarsi alla conoscenza del sito archeologico della Villa Romana del Casale. Il libro

tattile, frutto di un lavoro di studio sulla letteratura di settore, è stato somministrato, in via

sperimentale, ai giovanissimi visitatori del sito che hanno potuto acquisire, in un quadro

generale, gli elementi artistici e architettonici della Villa, apprezzandone gli aspetti principali.

Se da un lato il libro tattile ha guidato i piccoli esploratori, provenienti da tutta la Sicilia,

dall’altra, l’itinerario all’interno del sito è stato vivacizzato da alcune dinamiche sensoriali. In

particolare, ad esempio, sulla base delle indagini palinologiche nell’area della Villa, grazie alle

quali si viene oggi a conoscenza della tipologia di piante che popolavano il territorio della

Villa in epoca remota, sono state consegnate ai partecipanti dell’iniziativa elementi vegetali

per un riconoscimento olfattivo e tattile delle specie così da fornire un quadro del paesaggio

naturale intorno.

Entusiasmo e molta curiosità hanno caratterizzato l’incontro, soprattutto per la facilità con la

quale i ragazzi non vedenti hanno interagito con il sito archeologico, ricavandone in nuova

conoscenza a “portata di mano”. «Oltre ad un breve ripasso della storia romana» racconta

Ignazio, uno dei partecipanti non vedenti, «abbiamo potuto toccare per la prima volta alcune

parti strutturali di un sito archeologico dopo averle esplorate attraverso le tavole del libro

tattile». Ha presenziato la visita il dott. Vincenzo Rizzo, Presidente dell’Unione Italiana dei

Ciechi e degli Ipovedenti Sicilia ONLUS.

In questo lavoro di ideazione/progettazione e realizzazione del libro tattile, il Centro di

Consulenza Tiflodidattica di Catania, nella figura del dott. Sutera Sardo Leonardo, presente

all’evento, è stato luogo di confronto vivido e stimolante. Fondamentale per la realizzazione

finale del libro è stato il confronto con la dott.ssa Tiziana Mantacheti, collaboratore della

Stamperia Braille di Catania.

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