Marina Chiaramonte

Marina Chiaramonte

Si è parlato di sicurezza e centri d’accoglienza nell’assemblea cittadina organizzata da Fabrizio Tudisco e Alessio Cugini, venerdì scorso, presso l’auditorium dell’ex convento di Sant’Anna.  In un clima particolarmente teso, Tudisco ha cercato, attraverso gli interventi del sindaco Miroddi e dei responsabili dei centri d’accoglienza che operano in città, di individuare l’esatto numero degli ospiti migranti e le modalità seguite da ogni struttura per garantire un’adeguata sicurezza. All’invito a partecipare alla riunione hanno risposto solo due dei quattro centri di accoglienza presenti in città. Agostino Sella, dell’associazione Don Bosco 2000, e Giuseppe Lo Bello, della cooperativa Infomedia, hanno esposto nei particolari le modalità adottate per garantire un monitoraggio delle azioni quotidiane degli ospiti e nello specifico le regole che sono obbligati a seguire. E’ emerso che nelle due strutture gli ospiti sono vincolati a rispettare orari prestabiliti per uscire o rientrare, pena la revoca dell’accoglienza. Nonostante la forte tensione registrata in diversi momenti dell’incontro gestita egregiamente dal commissario capo dottor Vincenzo Sangiorgio e dai suoi agenti, durante l’incontro, gli interventi del sindaco e degli operatori del settore hanno dato la possibilità di porre domande e fare chiarezza su diversi aspetti dell’accoglienza sconosciuti a molti. Il sindaco Miroddi nel suo intervento ha citato la clausola di salvaguardia, prevista dalla direttiva del ministro dell’interno dell’11 ottobre 2016 che esonera i comuni che appartengono alla rete Sprar all’attivazione di altri centri di accoglienza, e ha fatto notare che col protrarsi di questa situazione di emergenza ogni comune dovrà, nolente o volente, aderire alla ripartizione dei richiedenti asilo e rifugiati prevista dal Piano Nazionale. “Per fare accoglienza in modo adeguato i numeri devono essere sostenibili, solo il governo centrale, con norme specifiche, potrà garantire un’ unica regia” ha affermato Agostino Sella. Il confronto ha permesso di evidenziare la presenza in città di  migranti che  non fanno parte di nessun centro di accoglienza e vivono in case prese in affitto autonomamente. La necessità di conoscere il reale numero dei migranti presenti a Piazza Armerina e la conseguente adozione di un piano d’interventi, condiviso da tutti,  con lo scopo di garantire la sicurezza, ha motivato la decisione di organizzare un tavolo tecnico al quale parteciperanno i rappresentati del centro di accoglienza, il sindaco, Tudisco  e Cugini come promotori dell’iniziativa.  L’incontro servirà a fare chiarezza su diversi aspetti del complesso problema dell’accoglienza e dell’integrazione, conoscere i reali numeri ed evitare che pregiudizi o false informazioni possano scatenare tensioni pericolose, come è accaduto nell’incontro di venerdì quando il buon senso ha lasciato spazio ad isterismi inutili e atteggiamenti aggressivi. 

Marina Chiaramonte

 

Aidone. Giuseppe Oliveri, classe 1986, giocherà in 1° categoria con la Don Bosco 2000 di Aidone. E’ il primo colpo della squadra del presidente Sella che si è assicurato il laterale aidonese che giocherà nella squadra composta da autoctoni e migranti. Oliveri va ad integrare la squadra che sarà guidata dal mister Salvino Arena che da anni guida il movimento calcistico giovanile della cittadina della Venere. “Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo e sono contento del progetto - ha detto Oliveri - conosco già tanti ragazzi della Don Bosco 2000, e sono convinto che insieme faremo grandi cose”. Oliveri ha giocato anche in “eccellenza” con la Barrese e l’Enna e lo scorso anno ha giocato con l’Armerina. “Ho fatto la scelta di tornare nella mia città perché il progetto il Don Bosco 2000 è solido e innovativo. Mettere insieme ragazzi africani ed italiani in un contesto culturale come quello di oggi è sicuramente stimolante”, conclude Oliveri. Soddisfatto anche il mister Salvino Arena: "sono molto contento che Oliveri abbiamo fatto questa scelta. Giuseppe è un ragazzo capace dal punto di vista calcistico e validissimo sotto il profilo umano e morale. Già ha collaborato con me negli scorsi anni nel settore giovanile e sono convinto che ci darà una grossa mano nel costruire una squadra equilibrata in tutti i reparti”. Aly Traore vice presidente di Don Bosco 2000 dichiara “Stiamo mettendo le basi per strutturare una società che guarda al futuro. Molti fratelli africani partono dalle nostre terre con il sogno il fare il calciatore in Europa. Aidone è una cittadina accogliente dove insieme a tanti ragazzi aidonesi possiamo realizzare insieme un grande progetto. La 1° categoria sarà un palcoscenico importante per tanti ragazzi migranti che potranno farsi notare in campi importanti del catanese”.

Per tre giorni, iniziando da domani, i centri di accoglienza Sprar di Piazza Armerina, Aidone e Villarosa, gestiti dall’associazione Don Bosco 2000, celebreranno la giornata del rifugiato aderendo all’iniziativa  “Porte Aperte” promossa dal Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR,  al fine di realizzare un concreto rapporto tra rifugiati, operatori e comunità locali e riaffermare il valore dell'impegno e della solidarietà. Il primo incontro, previsto domani pomeriggio a Piazza Armerina presso il Piano Duilio, coincide, non casualmente, con la conclusione del mese del Ramadan. I migranti allestiranno diversi stand dedicati ai paese di appartenenza, Gambia, Senegal, Mali, Costa D’Avorio e Nigeria, e si racconteranno mostrando  oggetti realizzati secondo la tradizione africana o offrendo i cibi tipici della loro tradizione gastronomica. Non mancherà l’intrattenimento musicale a cura dei percussionisti africani. Punta di diamante della manifestazione l’esposizione del dipinto realizzato dal ventiduenne gambese Bambo Jaiteh, che, con la domanda “Where is the key ?” cerca e chiede la soluzione al problema “Africa”. “La tela, grande due metri per tre, raffigura una finestra dalla quale si vede il mondo sostenuto da due mani, il continente africano è riprodotto in risalto e mostra il profilo di una donna in lacrime e una porta chiusa a chiave, un ragazzo che non può varcarla è costretto a scavalcare un alto muro. A nord dell’Africa, nel mar Mediterraneo la scritta “Where is the key ? Dov’è la chiave?”, conferisce al dipinto la natura di denuncia per chiedere una giusta soluzione immediata” racconta Samantha Barresi responsabile del centro Sprar di Piazza Armerina. Martedì prossimo “Porte aperte Sprar” coinvolgerà il centro di Aidone con l’illustrazione del progetto salesiano di accoglienza diffusa, la proiezione del video “Tougan” di Salla Sow e il significativo momento di Agape fraterna a casa dei rifugiati. Nel centro sprar di Villarosa, mercoledì 28 giugno, sono previste proiezioni di video sulle attività del centro,  “Stop tratta” del VIS  e “La Viaggiatrice”  il corto prodotto da Don Bosco 2000 e presentato alla 73’ Mostra del Cinema di Venezia. “Sarà l’occasione per visitare  l’Atelier Sud Art&Design e presentare il progetto di cooperazione in Senegal” annuncia Roberta La Cara responsabile del centro di Aidone e Villarosa, “ Con l’Atelier abbiamo realizzato, in forma di progetto pilota, l’allestimento di spazi laboratoriali, espressione di diverse forme d’arte, dalla musica, al cinema, al disegno, alla lettura, al cucito, per soddisfare tutte le attitudini dei ragazzi ospitati . In  particolare, l’Atelier è luogo di produzione di prodotti di artigianato tessile realizzati dai beneficiari con motivo afroeuropeo, connubio tra identità e culture che si incontrano, quella di provenienza e quella di approdo. Nei tre giorni dedicati a“Porte Aperte” intendiamo realizzare un’adeguata informazione e sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza, della migrazione e della necessaria conoscenza reciproca attraverso la costruzione di  relazioni, per superare ogni tipo di pregiudizio”.

Marina Chiaramonte

 

 

Mentre i potenti della terra si incontravano per il G7 a Taormina per discutere anche dell’inquinamento ambientale e delle misure da assumere per contenerlo, a pochi chilometri di distanza, nella splendida Piazza Armerina si svolgeva la mostra itinerante “Antartide. Un continente in equilibrio precario” del naturalista professore Antonio Mirabella: ” E’ necessario agire per limitare i danni causati dal riscaldamento globale. La delusione per il risultato dell’incontro dei potenti a Taormina, mi spinge ad incrementare la mia azione divulgativa per sensibilizzare su un problema serio che va affrontato e risolto”. Il professore Mirabella, motivato dal desiderio di non assistere inerme al progressivo riscaldamento globale, nel 2011 partecipò alla selezione di 10 studiosi che avrebbero fatto parte della campagna antartica organizzata dalla Marina Militare Cilena per rifornire le sue basi, il progetto sulla presenza-assenza dei licheni sulle rocce gli diede la possibilità di classificarsi settimo. Insieme ad un biologo-marino, un biochimico, un glaciologo, un geologo e altri esperti del settore per cento giorni svolse la sua attività di ricerca in Antartide e su 187 siti raggiunti, 147 hanno evidenziarono l’assenza di licheni confermando, in tal modo, un ulteriore regressione dei ghiacciai nel continente bianco: “Il dato emerso è molto preoccupante, in quanto il continente è il motore di tutte le correnti oceaniche che, a loro volta, influenzano il clima di ogni parte del nostro pianeta. Un riscontro nel territorio siciliano è la tropicalizzazione del clima”, spiega Mirabella. I risultati poco rassicuranti della campagna Antartica hanno reso necessaria un’azione divulgativa che non può limitarsi alle pubblicazioni scientifiche, coinvolgendo solo gli esperti del settore, ma deve raggiungere tutti. In seguito la pubblicazione del libro “Antartide. Un continente in equilibrio precario nel diario di un naturalista” ha allestito una mostra itinerante internazionale che ha avuto la sua prima tappa a Palermo ed è stata ospitata dal terzo museo più grande del mondo l’Oceonografico di Valencia, un lavoro importante riconosciuto con la medaglia d’oro dal Presidente Giorgio Napolitano. Dal 13 maggio fino al 30 novembre la mostra è fruibile presso il museo diocesano di Piazza Armerina, un sito scelto dal professore per allinearsi all’ultima enciclica di Papa Francesco che dedica alcuni capitoli all’Antartide e ai cambiamenti climatici. Anche la scelta di Piazza Armerina non è casuale ma legata alla centenaria storia di una città pregna di cultura. Il professore Mirabella è stato collaborato per l’allestimento della mostra a Piazza Armerina dalla presidente dell’Uciim Marianna La Malfa e da Monsignor Antonino Scarcione. La mostra propone un affascinante viaggio nel continente bianco. Il visitatore viene accolto da una inaspettata nevicata e dal rumore del vento, l’emozione specialmente per i più piccini è assicurata. L'ambiente è pervaso dal colore azzurro che ricorda il caratteristico colore dei ghiacci millenari. Nella prima sala un video propone i cento giorni della campagna Antartica del professore Mirabella. Nella seconda sala è esposto la riproduzione 1:1 del cranio di un dinosauro del periodo giurassico inferiore, rinvenuto in Antartide nel 1991 da Hammer. Immagini fotografiche e oggetti raccontano altri aspetti dell’affascinante continente ancora inesplorato. La mostra si conclude con l’esposizione del “Ghiaccio della coscienza” che induce il visitatore ad una riflessione: se si dividesse l’intero volume dei ghiacciai del Polo Sud per i 10 miliardi di abitanti della terra, ognuno otterrebbe un pezzo di ghiaccio come quello esposto , prendersene al fine di preservarlo per le generazioni future è facile, basta poco, ad esempio spegnere la luce quando si esce da una stanza o preferire la bicicletta all’auto quando è possibile.
Marina Chiaramonte

Dopo un maggio “fiorito”, con le vie e le vetrine del centro storico invase da composizioni floreali una più

fantasiosa dell’altra, l’XI edizione della manifestazione “Cortili e Balconi” fioriti avrà il suo momento clou

nelle giornate del 2, 3 e 4 giugno, quando, in concomitanza alla premiazione finale del concorso, ci saranno

tanti eventi e ospiti ad animare il centro storico della città dei mosaici.

In particolare, il 2 giugno farà tappa a Piazza Armerina il XXVII Giro di Sicilia, con 260 auto d’epoca

che scenograficamente si raduneranno in Piazza Duomo, garantendo uno spettacolo unico per l’eccezionalità

della location.

La sera stessa andrà in scena lo spettacolo "Le regine di Sicilia: da Costanza d'Aragona a Bianca di

Navarra" in piazza Castello, e in via Garibaldi verrà inaugurato il nuovo spazio legato all’art hotel Suite

d’Autore, Suite d’Autore Point, galleria d’arte e lounge bar, dove verranno presentate le opere dell’artista

Roberto Caputo, originario della vicina Barrafranca, celebre per la sua collaborazione con Piaggio e

recentemente con Dolce&Gabbana e SMEG nella realizzazione di prodotti di lusso decorati a tema “carretto

siciliano”. Il vernissage sarà accompagnato da uno showcooking con degustazione a cura delle aziende

“Tartufo Siciliano” e “Mandolio”.

Il 3 giugno gli eventi proseguiranno con il corteo storico di Marco Trigona e Laura di Assoro,

accompagnato dall’esibizione degli sbandieratori e musici “Leoni Reali” di Camporotondo Etneo

A seguire ci sarà la suggestiva lettura di Antonio Cascio del testamento di Marco Trigona, e il concerto

di musica barocca di Fabio Di Stefano e Fabio Gagliano.

La domenica verranno premiati nel Teatro Garibaldi i vincitori dell’edizione 2017 di Cortili e Balconi

Fioriti: i cortili, i balconi e le vetrine più scenografici e che meglio hanno saputo interpretare lo spirito

dell’iniziativa e valorizzare lo spazio del centro storico.

A seguire andrà in scena lo “Show Dance” dell’artista danzatrice Roberta Pennisi, che in uno spettacolo

che mixa diversi stili, costumi e ambientazioni, porterà gli spettatori in un mondo onirico e fantastico.Durante tutta la durata della manifestazione sarà presente anche il Gogol, l’Oscar del Sorriso, in

particolare nei momenti dedicati al “Decora Gogol”, in cui l’ormai iconico omino giallo verrà decorato dai

bambini. Verranno inoltre premiati con il Gogòl nuovi ambasciatori della “Sicilia positiva”.

In chiusura della manifestazione, domenica 4 e lunedì 5 giugno, sarà presente l’assessore regionale

Anthony Barbagallo e lunedì 5 giugno alle 11 presso la Commenda dei Cavalieri di Malta si terrà la

conferenza stampa della manifestazione “Teatri di Sicilia”, che si svolgerà in estate a Morgantina e

presso la Villa Romana Del Casale.

“Cortili e Balconi Fioriti” è una manifestazione promossa da Club UNESCO, FIDAPA, COPAT e Comune

di Piazza Armerina, da Suite d’Autore Art Design Gallery Hotel e dal network dei Comuni Amici, con il

patrocinio dell’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia, direttamente concesso dall’Assessore Anthony

Barbagallo.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI:

Venerdì 2 giugno

Ore 16.30: manifestazione di auto d'epoca XXVII Giro di Sicilia in Piazza Duomo. Esibizione dei musici di

Piazza Medievale.

Ore 20.00: Spettacolo "Le regine di Sicilia: da Costanza d'Aragona a Bianca di Navarra" in piazza Castello.

Ore 21.00: vernissage di inaugurazione della galleria d’arte e lounge bar Suite d'Autore Point, in via

Garibaldi, con la presentazione delle opere di Roberto Caputo e show cooking/degustazione a cura delle

aziende “Tartufo Siciliano” e “Mandolio”.

Sabato 3 giugno

Mattina: evento “Decora il Gogol”

Ore 18.00: partenza da piazza Semini del Corteo storico di Marco Trigona e Laura di Assoro con esibizione

degli sbandieratori e musici “Leoni Reali” di Camporotondo Etneo.

Ore 19.00: in piazza Cattedrale Antonio Cascio legge il testamento di Marco Trigona, con introduzione del

prof. Salvatore Lo Re. Annuncio del banditore Salvatore Conti. A seguire concerto di musica barocca:

eseguono i brani i musicisti Fabio Di Stefano e Fabio Gagliano

Domenica 4 giugno

Mattina: evento “Decora il Gogol”

Ore 18.30: cerimonia di premiazione dell'XI edizione del concorso Cortili e Balconi Fioriti all’interno del

Teatro Garibaldi.

Ore 20.00: spettacolo di Roberta Show Dance in piazza Garibaldi.

Lunedì 5 giugno

Ore 11: conferenza stampa con l’assessore Anthony Barbagallo della manifestazione “Teatri di Sicilia”,

presso la Commenda dei Cavalieri di Malta.

Presso il teatro Garibaldi di Piazza Armerina, sono stati designati i tre finalisti dei quattro concorsi di “Mi libro coi libri ….la conoscenza vola alta”. Giorgia Milazzo, Andrea Galletta e Cristel Nicotra  per “Mi libro leggendo”; Karola Arena, Sara Sarda e Natalie Gangi per “Mi libro scrivendo”; Luca e Rosa Aarab, Francesca Lo Monaco e Mariangela Scopazzo per “Mi libro disegnando”; infine Erica Pecora, Michele Filetti e Salvatore Lentini per “Mi libro disegnando - infanzia”. I maestri Francesco Cultreri, Ivan Florio, Filippo di Maggio e Carlo Maria Simeone hanno proposto quattro brani musicali. Gli alunni dei tre ordini di scuola dell’istituto comprensivo “F.Cordova- L.Capuana” hanno partecipato con produzioni grafiche creative, scritti e sostenuto la prova delle lettura espressiva ottenendo risultati lodevoli, numerosi encomi sono stati assegnati per l’impegno e le competenze dimostrate. Per la seconda edizione di “Mi libro coi libri” sono stati organizzati laboratori creativi di scrapbook,  pop-up e la creazione dei “libri illeggibili di Bruno Munari” grazie alla collaborazione dei docenti Sandra Giarrizzo, Epifania Di bella e Giuliana Forgia.  La scrittrice Ornella Salemi ha incontrato gli alunni del plesso Canali e lo scrittore Lorenzo Marotta gli studenti del Cordova, offrendo momenti di grande valenza formativa e dimostrando ai giovani alunni che scrivere un libro non è difficile o impossibile. La testimonianza del poeta senegalese Saliou Balde insieme ad altri migranti ospiti dell’associazione don Bosco 2000-Sprar di Aidone e Piazza Armerina ha generato  una riflessione sull’importanza del saper leggere e scrivere come strumento per il raggiungimento di una reale libertà di pensiero. Gli step che intercorrono dall’idea dell’autore alla effettiva pubblicazione del libro è stato l’argomento trattato nell’incontro con Salvatore e Massimiliano  Giordano, direttore editoriale ed editore della casa editrice “Nulla die”. Gli studenti della redazione del “Carpe Diem” del liceo classico di Piazza Armerina, coordinati della professoressa Cristina Alessi, in un incontro con la primaria e la secondaria, hanno parlato di giornalismo. Per tutti gli studenti è stata organizzata la visita in biblioteca. “Un mito nel cuore della Sicilia:Ade e Persefone” e“Welcome back, Hades” sono stati proposti dalla III A e dalla  IV A del plesso Bruno,  la IV C del plesso Scovazzo ha parlato di lettura con  la rappresentazione “Ad Alta Voce” e i piccoli alunni della  scuola dell’infanzia De Gasperi hanno proposto “Una pioggia di libri”.

E’ quanto successo alle ore 21:00 del 23 maggio sul pullman della tratta Roma – Enna dove gli autisti di una nota compagnia di trasporti hanno fatto accomodare i migranti presenti sul pullman nei posti di dietro e i bianchi nei primi posti. 

A denunziare l’accaduto sono due ragazzi dello SPRAR, centro di richiedenti asilo di Piazza Armerina gestito dall’associazione Don Bosco 2000, recatisi nella capitale per ritirare i propri passaporti presso le Ambasciate dei Paesi d’origine.

A parlare è Modì Diawara, maliano di Kay, titolare di protezione umanitaria che racconta: “Quando siamo saliti sul pullman, nonostante fossimo i primi a salire e ci fossero tutti i posti liberi, l’autista ci ha indicato di andare al piano superiore del pullman e di sederci nei sedili in fondo. Ho chiesto il perché di questa sua scelta e lui mi ha risposto dicendo che i biglietti erano numerati.

In realtà non è così, nessun biglietto assegnava il posto. Ho chiesto ancora spiegazioni ma l’autista mi ha detto: si fa così e basta, se non vi va bene potete anche scendere”. Dice la sua anche Hassan Ibrahim, sudanese, anche lui titolare di protezione umanitaria: “A Roma, quando il pullman si è riempito di persone erano circa 25 gli africani seduti in fondo al pullman ed il resto dei bianchi erano seduti davanti. Questo non succede neanche in Sudan, non si vede da nessuna parte al mondo”. "

Quello che è successo – dice Agostino Sella – presidente dell’associazione Don Bosco 2000 che ha in carico i ragazzi, lede i più elementari diritti dell’essere umano e configura un caso di discriminazione razziale in quanto l’art. 43 del d.lgs. 286/1998 considera discriminatorio ogni comportamento che comporti distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, sul colore, l’origine o il credo. Il comportamento messo in atto dall’autista oltre ad essere moralmente inammissibile compromette il riconoscimento e il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali. 


Per sanzionare gli atti discriminatori l’Italia è dotata di norme penali e civili e quanto successo ai nostri ragazzi non resterà impunito. Presenteremo diffida all’azienda e chiederemo alla stessa il risarcimento per danno non patrimoniale da discriminazione ai sensi degli artt. 44 co. 7 d.lgs. 286/1998 e 28 co.5 d.lgs. 150/2011 a favore dei ragazzi in quanto vittime del comportamento discriminatorio posto in essere dai dipendenti dell’azienda. 


Auspichiamo che eventi simili non si ripetano e che si possa vivere in un clima di integrazione e rispetto per il prossimo".

 

L'opinione di Angelo Argento, Coord. Prov. PD Area Renzi Enna

"È necessario evitare che Piazza Armerina esca dal costituendo Libero Consorzio di Enna-Aree Interne. Credo sia necessario lanciare un appello a tutti i sindaci dei comuni, ai consiglieri comunali, alle organizzazioni imprenditoriali e sindacali, a tutti i partiti e alle tutte le associazioni sociali, politiche e culturali della provincia per assumere un'iniziativa politica forte e condivisa per invitare gli amministratori e i cittadini di Piazza Armerina a farsi carico e a rafforzare il percorso comune a tutela del territorio di chi vive le identiche problematiche e le stesse sorti delle aree interne della Sicilia.
Non e' in gioco la "supremazia" di questa o quella citta' su un'altra ma la difesa comune di interessi condivisi e la capacita' di essere protagonisti ascoltati a Palermo e a Roma senza passare da terzi. Ne va del futuro delle aree interne della Sicilia e della loro capacita' di attrarre investimenti, attenzione politica e mediatica e specialmente opportunità' occupazionali. Invece che dividersi, occorre rafforzare il significato simbolico e l omogeneità' di un territorio che per storia e appartenenza e' molto piu' vasto di quello che era la vecchia provincia di Enna e che puo' diventare davvero attrattore di nuovi interessi e di altre realta' comunali che vivono gli stessi problemi sempre piu' distanti e inascoltati a Palermo come a Roma. Se si ha davvero a cuore il futuro di chi vive al centro della Sicilia, non si puo' abbandonare Piazza Armerina e quello che rappresenta per storia, cultura e tradizione a se stessa, cosi come Piazza Armerina ha bisogno di legami forti che la vedano protagonista e artefice principale del proprio futuro e non semplice comparsa di un'area seppure piu' vasta, ma proprio per questo distante e lontana dagli interessi di chi vive e lavora nelle aree interne della Sicilia."

"Purtroppo il mio soggiorno all'Expo 2015 di Milano è terminato. In questa straordinaria esposizione mondiale si possono visitare tutte le nazioni del pianeta ormai globalizzato e vedere il loro piano di sviluppo negli anni a venire ottimizzando la tematica della nutrizione mondiale. Ho percepito da questa esperienza che il mondo è in continua ascesa, basandosi prevalentemente sulla tecnologia divenuta strumento indispensabile per lo sviluppo economico e sociale dei popoli. A malincuore ho lasciato il sito espositivo per tornare a casa sapendo che quello che mi aspettava era molto ben diverso dall'esperienza expo, infatti non mi sono sbagliato. Ho immediatamente percepito tra la gente il perfetto contrario dell'esperienza expo, ovvero l'involuzione della specie. Eppure malgrado ciò tutti si vantano che siamo una città d'arte, di cultura, qualcuno nell'esaltazione popolare la chiama "Urbs Opulentissima". Forse 500 anni fa Piazza Armerina lo era, ma non più nei nostri giorni. Io credo che è un fattore di mentalità, una tendenza all'involuzione e all'autodistruzione morale che porta di conseguenza alla piattezza e all'annullamento di nuove prospettive, una chiusura mentale che porta solamente chiacchiere da bar e lotte epiche tra popolo e amministrazioni (che non sono servite mai a nulla), lotte tra cittadini contro cittadini.Una mentalità provinciale basata sull'invidia e sull'arroganza, sui pregiudizi altrui,una piccola parte (per fortuna sta sparendo) sulla intolleranza razziale. Non ci sarà mai un futuro e uno sviluppo economico e sociale se si mantiene questa mentalità. Ma molti ne vanno fieri di essere piazzesi, amano la la Città, si ritengono persone di culto ed estremamente Cattoliche, ma è solamente una maschera buonista quella che indossano, perchè nel loro animo sono degli ipocriti che snobbano i migranti e quelli che stanno nel gradino più basso della scala sociale. Il futuro non esiste a Piazza Armerina e non ci sarà mai (almeno per i prossimi decenni). Mentre il Mondo avanza noi andiamo indietro, però fieri di appartenere ad una importante Città del passato che ormai non ha più nulla di questo."

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