Ecco il programma della festa del libro UNESCO che a Piazza Armerina prevede anche la presentazione del libro "STRANO VIRUS IL PENSIERO" della scrittrice Lidia Sella. Venerdì 22 aprile alle 17 preso la Giò Social House, il libro verrà presentato dalla prof.ssa Concetta Oliveri del Liceo Cascino e dalla prof. Agata Caruso Mule (presidente Fidapa Piazza). Sarà presente anche l'autrice, un membro dell'Unesco Enna e uno del comitato promotore Unesco Piazza Armerina. 

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                                                     “UNA STORIA ANTICA DI SOLIDARIETÀ E ACCOGLIENZA:

                                                        IL DECRETO DI ENTELLA A2 PER GLI ENNESI”

Ad una società sempre più multietnica, fortemente disorientata da guerre fratricide e attacchi terroristici e divisa tra gare di solidarietà e xenofobia, può capitare che sia il mondo antico, a distanza di parecchi secoli, a dare una bella lezione di unione e amicizia tra genti di stirpe e cultura diverse. È con questa profonda convinzione che Maurizio Di Pietro e Sergio Gioacchino Parrino, Sindaci di Enna e Contessa Entellina, il prossimo 8 Aprile alle ore 16.30 presso la Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte ad Enna rinnoveranno un patto di alleanza di oltre duemiladuecento anni fa in occasione della manifestazione dal titolo “Una storia antica di solidarietà e accoglienza: il Decreto di Entella A2 per gli Ennesi”. L’evento, promosso dalle due amministrazioni comunali e dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna in stretta collaborazione con il Laboratorio di Scienze dell’Antichità della Scuola Normale Superiore di Pisa diretto da Andrea Giardina, Professore Ordinario di Storia Romana e Vice-direttore della Normale, intende ricordare uno tra i più interessanti documenti epigrafici in lingua greca rinvenuti in Sicilia, il ‘Decreto A2’ appartenente al gruppo dei celeberrimi ‘Decreti di Entella e Nakone’, con l’intento di ridare vita ad un messaggio di concordia e fratellanza tra popoli lontanissimo nel tempo ma non estinto, anzi quanto mai attuale.
Emanati dalle due antiche città elime di Entella (il sito archeologico oggi in territorio di Contessa Entellina) e Nakone (antico centro ancora oggi non identificato, probabilmente da ricercarsi nella Valle del Belice) e incisi su otto piccole tavolette bronzee (se ne conosce un nono esemplare, ritenuto falso), i ‘Decreti di Entella e Nakone’ appartenevano verosimilmente ad un unico complesso epigrafico che, sulla base dei riferimenti storici menzionati, sembrerebbe databile agli anni della prima guerra punica (264-241 a. C.) o a quelli immediatamente successivi. Le circostanze misteriose del ritrovamento, purtroppo avvenuto per mano dei tombaroli in un momento imprecisabile del secolo scorso, così come quelle molto travagliate del riconoscimento nel mercato delle antichità di illecita provenienza, non consentono di ricostruire la genesi di questi preziosi documenti, che rappresentano oggi una fonte importantissima per la ricostruzione delle vicende storiche della parte occidentale dell’isola in età ellenistica. Tuttavia grazie al lungo e meticoloso lavoro di ricerca dedicato ai decreti dal Professore Giuseppe Nenci, principale studioso - oltre che, in qualche caso, anche artefice del recupero nel mercato antiquario - di questi documenti sin dagli anni Settanta e direttore del Laboratorio di Scienze dell’Antichità della Scuola Normale Superiore dal 1984 al 1999, è stato possibile ricontestualizzarli sia dal punto di vista storico che archeologico.
Uno di questi documenti, convenzionalmente noto come ‘Decreto A2’ e datato ad età greca ellenistica, fu emanato dagli antichi abitanti di Entella per ricordare la benevolenza dimostrata dagli ‘Ennaioi’ in occasione di un evento bellico che, costretti gli Entellini alla fuga, li vide chiedere e ricevere ospitalità ed accoglienza nella città di Enna. In riscontro del gesto di solidarietà fatto dagli ‘Ennaioi’, il consiglio e l’assemblea degli abitanti di Entella avrebbero manifestato la propria riconoscenza emanando un decreto iscritto su tavola bronzea da apporre nel ‘bouleuterion’ della loro riconquistata città, in cui si onorava la benevolenza e la ‘isopolitia’ degli ‘Ennaioi’.
Oggi, a distanza di oltre duemila anni, l’attualità dell’antico messaggio di pace ha spinto le due amministrazioni a rinnovare quel gesto di grande filantropia dei propri antenati, dedicandovi un pomeriggio di riflessione e studio con una conferenza sul sito archeologico di Entella e sui suoi famosi decreti. Ad intervenire saranno Carmine Ampolo, già Professore Ordinario di Storia Greca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e Direttore dal 2001 al 2015 del Laboratorio di Storia, Archeologia e Topografia del Mondo Antico (oggi Laboratorio di Scienze dell’Antichità, LSA) della Normale, che ha altresì condotto uno studio complessivo e una nuova catalogazione dei decreti, con un intervento dal titolo “Il Decreto A2 di Entella per gli Ennesi”, e Maria Cecilia Parra, Professore Ordinario di Archeologia della Magna Grecia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, con una relazione su “Entella, la città dei decreti: il quadro archeologico”. A moderare i lavori sarà l’archeologa Serena Raffiotta. Un breve concerto per flauto e chitarra dal titolo ”Da Sicilo a Poulenc”, eseguito dal duo composto dai musicisti Corrado Cristaldi e Massimiliano Campisi, introdurrà l’evento.
Grazie alla fattiva collaborazione del Laboratorio di Scienze dell’Antichità della Scuola Normale Superiore di Pisa, che ne ha messo a disposizione il calco, e dietro autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo nella persona di Stefano Vassallo, Dirigente Responsabile della Sezione per i Beni Archeologici, è stata realizzata dall’artista bagherese Vincenzo Gennaro una riproduzione in bronzo in scala reale del 'Decreto A2', di cui nel corso dell’evento sarà inaugurata l’esposizione presso Palazzo Chiaramonte. Il progetto espositivo è stato elaborato dal Laboratorio di Rilievo e Rappresentazione del Territorio e dell'Ambiente dell’Università Kore di Enna, di cui è responsabile la Professoressa Ing. Mariangela Liuzzo, e realizzato gratuitamente dagli artigiani locali affiliati alla CNA di Enna.
Con l’intento di sensibilizzare le giovani generazioni alla conoscenza e alla valorizzazione dei beni culturali siciliani oltre che di educarle alla filantropia e al rispetto della diversità culturale, temi cardine dei decreti entellini, alcune scuole ennesi sono state coinvolte in un progetto di approfondimento dedicato ai decreti di Entella, curato dall’archeologo Sandro Amata (ideatore dell’iniziativa) e dall’architetto Sebastiano Giuliano in cui, oltre ad apprendere nozioni di archeologia e museologia, gli studenti hanno affrontato lo studio dei testi originali dei decreti. Al progetto didattico hanno partecipato le classi III del Liceo Classico ‘N. Colajanni’ di Enna, guidate dalle docenti di Lingua e Letteratura Greca, e le classi III della Scuola Secondaria di I Grado ‘G. Garibaldi’ di Enna.

Serena Raffiotta

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"Purtroppo il mio soggiorno all'Expo 2015 di Milano è terminato. In questa straordinaria esposizione mondiale si possono visitare tutte le nazioni del pianeta ormai globalizzato e vedere il loro piano di sviluppo negli anni a venire ottimizzando la tematica della nutrizione mondiale. Ho percepito da questa esperienza che il mondo è in continua ascesa, basandosi prevalentemente sulla tecnologia divenuta strumento indispensabile per lo sviluppo economico e sociale dei popoli. A malincuore ho lasciato il sito espositivo per tornare a casa sapendo che quello che mi aspettava era molto ben diverso dall'esperienza expo, infatti non mi sono sbagliato. Ho immediatamente percepito tra la gente il perfetto contrario dell'esperienza expo, ovvero l'involuzione della specie. Eppure malgrado ciò tutti si vantano che siamo una città d'arte, di cultura, qualcuno nell'esaltazione popolare la chiama "Urbs Opulentissima". Forse 500 anni fa Piazza Armerina lo era, ma non più nei nostri giorni. Io credo che è un fattore di mentalità, una tendenza all'involuzione e all'autodistruzione morale che porta di conseguenza alla piattezza e all'annullamento di nuove prospettive, una chiusura mentale che porta solamente chiacchiere da bar e lotte epiche tra popolo e amministrazioni (che non sono servite mai a nulla), lotte tra cittadini contro cittadini.Una mentalità provinciale basata sull'invidia e sull'arroganza, sui pregiudizi altrui,una piccola parte (per fortuna sta sparendo) sulla intolleranza razziale. Non ci sarà mai un futuro e uno sviluppo economico e sociale se si mantiene questa mentalità. Ma molti ne vanno fieri di essere piazzesi, amano la la Città, si ritengono persone di culto ed estremamente Cattoliche, ma è solamente una maschera buonista quella che indossano, perchè nel loro animo sono degli ipocriti che snobbano i migranti e quelli che stanno nel gradino più basso della scala sociale. Il futuro non esiste a Piazza Armerina e non ci sarà mai (almeno per i prossimi decenni). Mentre il Mondo avanza noi andiamo indietro, però fieri di appartenere ad una importante Città del passato che ormai non ha più nulla di questo."

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Con 7.873 la Sicilia è la regione dove si conta il maggior numero di aziende biologiche

Si basa sull’incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno e allo stesso tempo sulla totale esclusione di  prodotti chimici di sintesi. Si tratta proprio della diffusione della pratica dell’agricoltura biologica che da anni sta contribuendo a una alimentazione più sana e gustosa e che, allo stesso tempo,  ha enormi  effetti di riduzione su impatti ambientali dannosi.

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