Lunedì, 29 Febbraio 2016 09:43

L’appello di Piazzambiente: “si istituisca il parco archeologico e si avvii l’allestimento del museo a Palazzo Trigona

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“Chiediamo che venga istituito, senza ulteriore indugio, il parco archeologico della Villa del Casale, patrimonio Unesco, che sia data piena attuazione al piano di gestione, che venga riconosciuta l’autonomia finanziaria del parco, che vengano restituiti al parco tutti i reperti archeologici che negli anni hanno trovato collocazione in altri muse, che venga completato il restauro della Villai e che venga allestito e aperto al pubblico il museo Trigona, tutto ciò ovviamente garantendo al sito quell’ampio respiro culturale proprio di un patrimonio Unesco e che invece la prospettata riforma andrebbe a mortificare”.

Questo l’appello del Circolo Piazzaambiente che si attiva da diversi anni sulla fruibilità del patrimonio culturale presente nel territorio al fine di creare un maggiore sviluppo non solo turistico ma anche economico.

Di seguito l’appello integrale:

“Egregie Autorità,

fin dal 1997 il circolo Legambiente di Piazza Armerina ha sostenuto la necessità della messa in rete de giacimento culturale e della fruizione complessiva e integrata del nostro territorio ritenendo comunque che la città di Piazza Armerina, ed il centro storico in particolare, avessero bisogno di un’attenzione e di una cura “speciale” per salvaguardarli, renderli fruibili e trasformarli in volano di sviluppo culturale, turistico ed economico per l’intera collettività.  

E’ per questo che abbiamo sempre acceso i riflettori sulla necessità di costruire un asse forte Villa Romana del Casale – centro storico, e Palazzo Trigona in particolare, chiedendo, sin dal 2002, l’istituzione del biglietto unico Villa del Casale – Museo Trigona.

La riforma dei BB.CC. del 2010, e le successive modifiche, ha di fatto aperto le porte all’istituzione del Parco Archeologico della Villa del Casale e la conseguente assegnazione del Palazzo Trigona al nascente parco, ci aveva fatto ben sperare per la reale trasformazione del palazzo, appena restaurato, in Museo della Città e del territorio, così come più volte sancito negli anni precedenti.

Tralasciamo in questa sede considerazioni sull’iter tormentato che ha portato al restauro della Villa del Casale e del palazzo Trigona (invitandovi per questo alla lettura dei nostri dossier) per esprimere grande preoccupazione per il futuro del parco archeologico e del museo Trigona sulla base di quanto previsto dalla nuova riforma dei BB.CC. a seguito dell’applicazione del comma 1 dell’art. 49 della L.R. 9/2015, una riforma che sembra perseguire solo obiettivi di spending review e non quelli di tutela, promozione e valorizzazione dei territori e del patrimonio culturale.

Non è la nostra una preoccupazione campanilistica perché riteniamo sia evidente a tutti che bisogna costruire un rapporto forte tra la Villa e la città, che ad oggi manca, interpretando la Villa come un’occasione di rilancio culturale e turistico per Piazza Armerina e per l’intero territorio.

E ciò sarà possibile solamente creando azioni centripete, prima che centrifughe.

La Villa del Casale è insignita del titolo di “patrimonio dell’umanità Unesco” dal 1997 e in ragione di ciò è dotata di uno specifico piano di gestione, costruito e da attuare, anche e soprattutto, con la partecipazione degli stakeholders, attori civili del territorio, di cui Legambiente ha l’onore di far parte.

Ricordiamo che il piano di gestione Unesco della Villa del Casale è stato forse il primo tra i piani di gestione Unesco in Sicilia e che il decreto di istituzione del parco (anche a seguito della perimetrazione votata dal consiglio comunale nel 2012) è stato il primo ad essere firmato, così come dichiarava l’assessore Missineo il 25 maggio 2012 proprio nelle sale vuote di Palazzo Trigona.

Ma quel decreto non è mai stato pubblicato e ne chiediamo il perché, così come chiediamo che fine ha fatto il gruppo di lavoro, costituito in Soprintendenza, che doveva occuparsi dell’ordinamento scientifico del museo Trigona.

Siamo stati informati da un altro assessore, la dott.ssa Sgarlata, che la Soprintendenza aveva ritenuto opportuno apportare delle modifiche alla perimetrazione, ma dal 2012 ad oggi non ci sono più notizie sull’istituzione del parco della Villa del Casale, nonostante, nel frattempo, siano stati istituiti altri parchi archeologici in Sicilia.

E permetteteci una ulteriore preoccupazione: oggi Palazzo Trigona nonostante le battaglie e le ingenti somme spese per il suo restauro (circa 5 milioni di euro) non è ancora museo;  nelle aspettative della città doveva essere la rosa più bella del giardino del centro storico, l’attrattore culturale per eccellenza ed invece (ma speriamo che almeno queste siano voci infondate) sembrerebbe che la previsione di realizzare un antiquarium accanto l’ingresso dell’area archeologica, in un edificio acquisito alla proprietà regionale, in una nuova revisione del progetto, preveda anche la collocazione degli uffici amministrativi attualmente ospitati a palazzo Trigona.

Se ciò dovesse comportare più spazi espositivi per il museo Trigona nulla questio, ma se ciò dovesse implicare l’abbandono del palazzo Trigona riteniamo la soluzione inaccettabile.

Le controverse vicende della Villa del Casale e del palazzo Trigona, degne della peggiore sceneggiatura dell’Odissea, sono state al centro del dibattito culturale degli ultimi 20 anni, in Sicilia e non solo.

Riteniamo sia arrivato il momento di porre fine definitivamente a questo stillicidio che sta mettendo in ginocchio un territorio che sembra non avere più la forza di rialzarsi.

E’ per questo che chiediamo che venga istituito, senza ulteriore indugio, il parco archeologico della Villa del Casale, patrimonio Unesco, che sia data piena attuazione al piano di gestione, che venga riconosciuta l’autonomia finanziaria del parco, che vengano restituiti al parco tutti i reperti archeologici che negli anni hanno trovato collocazione in altri muse, che venga completato il restauro della Villai e che venga allestito e aperto al pubblico il museo Trigona, tutto ciò ovviamente garantendo al sito quell’ampio respiro culturale proprio di un patrimonio Unesco e che invece la prospettata riforma andrebbe a mortificare.

Continueremo ad essere vigili sul nostro territorio, così come lo siamo stati da 20 anni ad oggi, ma ci piacerebbe abbassare i riflettori e prepararci per la cerimonia di istituzione del parco e per l’apertura del museo che la città intera attende da quasi 60 anni".

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